mercoledì 9 ottobre 2019

LA NOTTE DELLA CHIESA




LA NOTTE DELLA CHIESA
Il Corriere della Sera presenta il cardinale Sarah come “Il porporato africano, punto di riferimento dei conservatori”:

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/19_ottobre_07/sarah-chi-contro-papa-fuori-chiesa-1ca6f43e-e912-11e9-a351-0f862d63c352.shtml

Il fatto che il maggiore quotidiano nazionale usi categorie politiche di classificazione non meraviglia, ma la medesima tecnica di mistificazione viene usata nella comunicazione della Chiesa.
Sono molti gli aspetti bizzarri, alcuni anche molto scontati, di questa intervista ma vale la pena di esaminarne solo alcuni perché molto significativi della situazione drammatica della Chiesa di oggi.
Colpisce soprattutto questa frase: “… Chi è contro il Papa è ipso facto fuori dalla Chiesa. La Provvidenza ci vede benissimo, sa?..”.
… la Provvidenza ci vede benissimo, sa…”. Ma quale provvidenza, quella che si fa chiamare anche “mafia di San Gallo..” ?. Ovvio che la Provvidenza ci mette del suo, come strumento dello Spirito Santo. Ma poi gli uomini possono fare scelte diverse…. 
Personalmente non sono “contro il papa”. Non potrei esser contro un vecchio di 83 anni che non conosco neanche personalmente.
Sono contro le sue dichiarazioni, azioni, decisioni contrarie alla Dottrina e alla Tradizione della Chiesa Cattolica Romana.
Sono contro la prassi di stravolgere la Sacra Scrittura per proclamare argomenti di natura politico/ideologica.
Sono contro la diavoleria di dichiarare che “Dio è padre di tutte le confessioni”.
Sono contro la bestemmia di considerare Maria “una come tutte le altre”.
Sono contro il proposito satanico di rinunciare alla tradizione della Chiesa Cattolica.
Sono contro l’ecumenismo unilaterale e distruttivo.
Sono contro i sistematici tentativi di delegittimare la famiglia.
Sono contro la rivisitazione buonista dei Novissimi.
Sono contro la riabilitazione fanatica di Lutero e degli abortisti nostrani.
Sono contro l’empia pratica della desacralizzazione.
Sono contro la profanazione sistematica dell’Eucarestia, a cominciare dal rifiuto di inginocchiarsi.
Lei, eminenza, usa una tecnica retorica molto antica, ma noi CATTOLICI NORMALI non ci caschiamo. Quella di rivoltare la realtà accusando gli altri dei medesimi argomenti di cui è saturo il pontefice regnante, facendolo passare per pura vittima di fantomatici “borghesi occidentali”... che pure ci saranno ma ciò porta all’esterno della Chiesa o all'esterno del gruppo di comando, cause che operano, ormai da anni, al centro di essa.
Quando dice: «La verità è che coloro che mi oppongono al Santo Padre non possono presentare una sola mia parola, una sola mia frase o una sola mia attitudine a sostegno delle loro affermazioni assurde, direi diaboliche. Il Diavolo divide, oppone la gente, l’una contro le altre… » lei stesso fa una “affermazione assurda” perché tutto quello che lei espone, di cui peraltro siamo convinti tutti, quale “cancro” della Chiesa di oggi, la mette implicitamente, ma molto chiaramente, in contrapposizione con i concetti, le convinzioni più volte espresse, i provvedimenti, i messaggi, la prassi di colui che vuole, ostinatamente ed improbabilmente difendere.
Certo che il “diavolo divide…” ma questa divisione vi è già. Uno scisma non dichiarato o, per usare l’espressione di Padre Thomas Weinandy, “uno scisma papale interno”, non costituisce esso stesso divisione ?
Ora siamo arrivati ad inventare una fantomatica “congiura” esterna per giustificare le colossali magagne interne. Proprio come in tutti i regimi fallimentari della storia. Ma come potrebbe, tale complotto, avere la forza di far nominare più di 200 partecipanti al sinodo, quasi tutti di area progressista ? Come potrebbe nominare nuovi cardinali, tutti di provenienza ultra-modernista, pro “lgbt”, pro immigrazione selvaggia, pro “dialogo”, ma sarebbe meglio chiamarla sottomissione, interreligioso ? Come potrebbe convocare i massimi esponenti ad una cerimonia dal sapore evidentemente satanico ?
Spostare argomenti interni distruttivi all’esterno, in modo così evidente, è pura ipocrisia. Qualcosa di analogo e diabolico è avvenuto qualche giorno fa, all’interno dei giardini vaticani. L’uso di oggetti, convertiti in simboli, al di fuori del contesto, supera l’aspetto meramente antropologico o divinatorio per assumere quello esclusivamente esoterico e, perciò, demoniaco. Sono pratiche comuni nella massoneria. Quel rito, avvenuto nel cuore della cristianità, presenziato da Bergoglio, con tutti i successivi corollari, come la processione della canoa, assume la valenza di rito iniziatico della nuova religione.
La sera di sabato 5 ottobre, dopo aver partecipato, il pomeriggio, alla preghiera in piazza Giovanni XIII e alla conferenza sull’inginocchiatoio nelle chiese con un grande mons. Nicola Bux, ci siamo recati in piazza San Pietro, dove ho scattato la foto pubblicata sopra. Da lontano, mentre ci si avvicina, da via della Conciliazione, lo splendore delle luci offre un senso di accoglienza e di magnificenza. Poi, sul delimitare delle prime barriere, si viene accolti dallo stridio fastidioso e lugubre dei gabbiani, che non ti aspetti in quel luogo. Enormi, come tacchini ingrassati a fare la raccolta differenziata e incuranti, danno un senso di cattivo presagio in contiguità con quell’informe, oscuro, monumento esaltatorio dell’invasione programmata, messo lì a presagire ed agognare la fine della nostra civiltà, dove, per fortuna, hanno cominciato a depositare i loro omaggi ecologici. Ma questo non può distogliere dall’ammirare, attoniti, una bellezza più volte contemplata ed ogni volta nuova, sublime omaggio dell’uomo pio ed arrendevole verso il suo unico Dio. Questa volta però qualcosa di diverso turba il nostro apparente compiacimento. Il Palazzo Apostolico, quello che per secoli è stato la residenza dei papi, la sede del governo della Chiesa è, a differenza di tutti gli altri edifici, splendidamente illuminati, completamente al buio. Mentre l’umidità della sera fa sembrare la piazza come la superficie riflettente del mare, la Chiesa appare, oltre la metafora, come una grande nave senza timoniere, senza governo, nel buio della notte romana.
Al di là delle disquisizioni teologico/giuridiche, la percezione del semplice fedele “consapevole” è di un percorso lento, ma costante, fatto di processi a tendenza lentamente ma, inesorabilmente, deviante, di annunci eretici, di appuntamenti ammaestrati e fasulli,  verso il cambio di religione o apostasia.

Pertanto, eminenza, se un papa si mostra manifestamente eretico, pur con le nozioni da Catechismo di base, dove solo chi non vuol vedere non vede, anche in virtù di quanto previsto dal codice canonico, non si pone il papa stesso, IPSO FACTO, fuori dalla Chiesa ? 




P.S. 
Eminenza cardinale Sarah, ce lo vuole spiegare, una volta per tutte, in modo comprensibile a noi comuni fedeli, in che cosa consisterebbe questa "continuità ermeneutica" tra papa Francesco e i papi che lo hanno preceduto, anche alla luce delle ultime affermazioni del dottor Eugenio Scalfari?


Su questo viaggio a Roma, Aldo Maria Valli ha pubblicato un racconto di padre Gabriele Rossi che era insieme a me e a mia moglie:

https://www.aldomariavalli.it/2019/10/14/diario-romano-il-rosario-in-piazza-e-quella-finestra-buia/



vedere anche:
https://www.marcotosatti.com/2019/10/09/scalfari-il-papa-pensa-che-gesu-non-sia-dio-urge-smentita/

https://www.aldomariavalli.it/2019/10/09/strano-dunque-vero-3/






UNA VOLTA SI PORTAVA IN PROCESSIONE LA MADONNA...


Modella brasiliana in... processione a Santa Maria in Tranpontina, in via Della Conciliazione, a pochi passi da San Pietro.
Che cosa devono ancora fare  affinché TUTTI capiscano CHI SONO ???





Nessun commento:

Posta un commento