FRAGMENTA di Claudio Gazzoli ------- «….Di fronte a tanta vergogna un solo rimedio penso ci possa essere, che i capaci e gli onesti scendano alla tutela dello Stato e delle sue leggi» Cicerone, processo contro Verre. -------- Stiamo svendendo il nostro paese alle potenze del male, alleate di traditori maldestri e tracotanti, in una utopia senza Dio, sotto il patrocinio del principe delle tenebre. Possiamo fare da soli, in un nuovo Rinascimento, con DIO AL CENTRO.
venerdì 7 agosto 2026
L'INTELLIGENZA DEL DIAVOLO
lunedì 13 luglio 2026
IL CAMPO DI GIRASOLI
Bello vero ? In questo periodo, dalle nostre parti, il giallo intenso dei girasoli si alterna alla paglia dei campi di grano appena mietuto e il verde cupo della macchia. Questo negli ultimi 30 anni (prima non li avevo mai visti…), poco dopo la fase della trasformazione dell’agricoltura dalla cura familiare del campo, con il metodo più che millenario della rotazione agraria, all’agricoltura industriale.
Una bellezza nuova, abbagliante, ma le api non ci cascano, così mi dicono due apicoltori. Negli ultimi anni è diventato problematico ottenere il miele di girasole. Non ci vanno perché non riconoscono la genuinità del fiore. Quell’odore e quel sapore non li trovano naturali, anche se non sanno che si dice OGM ne percepiscono la loro artificialità. E non è che, per caso, anche le cellule del nostro corpo, ormai molto più intelligenti della nostra mente, li respingono ? Chissà perché negli ultimi decenni sono esplose le malattie da allergia alimentare ? Ma allora perché li coltivano ? Ma è ovvio, perché l’olio che se ne ricava e la pianta usata per l’alimentazione degli animali fanno male e quindi producono ricchezza, consentono di incrementare il peso dei bidet d’oro massiccio dei mega-yochts, contribuendo a realizzare inoltre tutti i “loro” progetti. Per inciso, la coltivazione del girasole, che si alterna a quella del grano in una rotazione fasulla che non è più quella virtuosa delle leguminose come il foraggio, produce, soprattutto in zona collinare, l’erosione dei terreni che vengono tenuti incolti ed in stato di aratura fino a primavera inoltrata. Inoltre a chi venderebbero, le multinazionali, i trattori, le grandi macchine per la raccolta, i diserbanti a go go, i pesticidi a go go, i concimi derivanti dal petrolio, se si tornasse, ma è solo una fantasia, alle fattorie di una volta ?
Mi racconta Felice, l’ultimo contadino, che suo padre, come da consuetudine antica di diecimila anni, metteva da parte, per la semina, una quota del grano raccolto, dell’orzo, dei semi di foraggio, del granturco, dei semi di cipolla, di aglio e di tutti gli altri ortaggi. Ora non si può più fare, per due motivi, il primo è legato alle modalità con cui sono stati ottenuti i semi: seminando i semi del grano, dell’orzo, del girasole ed altre sementi non rinasce la pianta da cui il seme è stato ottenuto. O non germina affatto oppure nasce una piantina non utilizzabile per la successiva raccolta. Il secondo è il fatto che, anche per le varietà per cui sarebbe possibile seminarli, si rischia una multa salatissima, perché sulla semente vale la non riproducibilità per brevetto. Perché il contadino non è più proprietario neanche del seme che raccoglie, anche se hanno fatto del tutto per non farglielo capire. Un po’ come noi tutti che non siamo più proprietari neanche della nostra mente.
Contro tutto questo non possiamo fare nulla, semplicemente perché, anche se ci accade attorno, ci sfugge come il gatto randagio. Le schifezze che stanno immettendo in atmosfera, le bufale colossali sul riscaldamento globale, che sarebbe dovuto agli “effluvi” della vacche (?), l’invasione programmata per l’annichilimento della civiltà, l’azzeramento della nostra cultura e di tutti i princìpi morali, la parità di genere, l’evoluzione “maschilista” delle donne, la delirante deriva della piovra burocratica e di controllo, il lento ma inesorabile cammino verso la religione universale, si programmano in una terra di mezzo, inaccessibile pure ai governi, tra il nostro mondo e l’Inferno; avvengono oltre la storia, una metastoria insondabile ed oscura che si sta incuneando nella nostra storia di uomini creati ad immagine e somiglianza di Dio.
Solo Nostro Signore può intervenire, ma prima deve avvenire una gigantesca purificazione. Nel sito dove si presume sorgesse Sodoma sono stati trovati pezzi di un tipo particolare di zolfo cristallino, non presente in altri luoghi della Terra. Personalmente ho un solo dubbio, se si tratterà di un grosso asteroide o dell’esplosione del nucleo terrestre.
sabato 4 luglio 2026
LA CHIESA DI CAMPAGNA
Dai mattoni di questa chiesa rurale, ora profanata, ancora in aperta campagna, anche se non più la campagna plasmata dalla fatica umana per almeno due millenni, traspare la storia fatta di antica liturgia, devozione, pietà di popolo umile, sottomesso a Dio, di donne velate e genuflesse, di uomini bruciati dal sole, asciutti e piegati. Passando a piedi lungo la strada bianca si poteva incontrare il parroco, in talare lisa e tricorno, mentre recitava il breviario passeggiando sotto i grandi pini sulla terra polverosa, con uno sguardo verso l’ingresso della chiesa; si poteva entrare e inginocchiarsi davanti a quel lumicino rosso accanto al tabernacolo dell’altare di pietra, quello vero, ricoperto da una tovaglia bianca di pizzo, dopo essersi aspersi la mano alla pesante acquasantiera di marmo incavato; si poteva chiedere di confessarsi al confessionale di legno intarsiato dietro alla grata di rame forato mentre il sacerdote indossava la stola prima di entrare; si potevano udire le grida lontane dei bambini del catechismo mentre giocavano con una palla di cuoio sgualcito sul terreno di terra battuta dietro alla chiesa; si potevano vedere le donne e gli uomini mentre si recavano a messa, di mattino presto, prima di andare nei campi, lasciando le scarpe infangate sotto il pino mentre indossavano quelle pulite portate per mano da casa; si poteva avvertire l’«introibo ad altare Dei» del sacerdote mentre saliva i gradini dell’altare ricoperti dal tappeto rosso, con indosso la pianeta verde, osservato dal chierichetto mattiniero con la cotta bianca sulla tunica nera; si potevano udire le campane intonare il Vespro mentre i contadini si radunavano per tornare nelle loro case sulla strada di terra battuta; si poteva scorgere il contadino mentre, lasciato il carro sotto l’ombra dei pini, entrava in chiesa per un fugace saluto; si potevano incontrare donne anziane, decorose e vere, mentre si recavano in chiesa ad offrire a Dio i propri malanni; si poteva avvertire l’alito leggero dello Spirito nelle frequenti processioni e rogazioni durante l’anno mentre la pietà popolare, ancora intatta, intonava i canti Mariani; ci si poteva sentire a casa propria, nell’unico vero ritrovo della comunità, a scaldarsi davanti al focolare custodito con amore dalla padrona di casa, la Vergine Maria; ci si poteva sentire “accolti” nella comunità della Chiesa di sempre, con la certezza che mai e poi mai nessuno avrebbe potuto stravolgere la verità sacrosanta, immutabile, sicura, consolante, eterna, di una vita la cui provvisorietà era nell’ordine delle cose, degli affetti, degli eventi improvvisi, dentro alla quale ognuno aveva ben chiara la propria piccolezza davanti a Dio.
CONTRORIVOLUZIONE
La signora Veronica Cireneo, che gestisce il sito "Alleati dell'Eucarestia e del Vangelo", ha pubblicato questo mio testo, prendendolo dal blog di Marco Tosatti, dopo averlo "opprtunamente" modificato.
Come altri curatori di siti internet, che hanno l'abitudine di cambiare quello che a loro non piace, la suddetta Veronica ha pensato bene di modificare la forma dello scritto sostituendo il punto e virgola che separa i vari capoversi con il punto e con l'accapo. Ora c'è un motivo per il quale uso scrivere di seguito vari pensieri ed è per dare una continuità al testo che possa riflettere un ricordo che, essendo vivo, risulta unitario.
Per quanto riguarda l'integrità del testo, sono state omesse o modificate parole, come la prof. sul compito in classe di Italiano, ma, in particolare, c'è una omissione molto significativa di un certo ambiente che si ritiene l'Eletto di Dio.
Il mio testo dice:
"Tutto quello che dirò sotto è finito, a causa di una profanazione lenta, inesorabile, impietosa, come la rivoluzione..."
La frase riportata sul loro sito:
"Tutto quello che dirò (...) è finito, a causa di una profanazione lenta, inesorabile, impietosa (...).."
Certo, per i "conservatori", che hanno il proposito di "conservarla", la rivoluzione è inviolabile, è più "sacra" del "sacro" che pensano di difendere, è la vera "rivelazione", la "nuova pentecoste", come il papa, qualche giorno fa ha ribadito, elogiando la liberté, egalité, fraternité, della rivoluzione americana del 1783.
https://www.alleatieucarestiaevangelo.it/2026/07/cera-una-volta-una-chiesa-di-campagna.html
lunedì 22 giugno 2026
L’ACCADEMIA DELLA GEOMETRIA EUCLIDEA
La Geometria Euclidea, con la quale conviviamo quotidianamente, è una costruzione logico-deduttiva, matematicamente perfetta, basata su 5 postulati fondamentali, non dimostrabili. Il primo postulato, ad esempio, dice: “per due punti passa una ed una sola retta”. Tutti i teoremi, tutti i corollari e le infinite dimostrazioni derivano da questo sistema inconfutabile.
I POSTULATI non possono essere modificati perché sono frutto del Pensiero di Dio, sono pensiero di pensiero, direbbero i filosofi antichi. Se anche uno soltanto di questi postulati venisse ridefinito e addirittura rovesciato, si andrebbe a costituire UN’ALTRA GEOMETRIA.
Intorno alla metà dell’800, Bernhard Riemann sviluppò una geometria non Euclidea, semplicemente negando il quinto postulato: “per un punto esterno ad una retta non può essere tracciata alcuna retta parallela alla retta data”. Questo è possibile, basta che i teoremi che nascono dai nuovi postulati siano perfettamente coerenti in senso matematico. Questa geometria, che curva lo spazio, è servita ad Einstein per elaborare la sua grande Teoria della Relatività Generale. Si tratta di un’altra geometria, la Geometria Ellittica.
Ora però, da qualche decennio, sta accadendo qualcosa di inverosimile all’Accademia. I posti chiave sono stati occupati da matematici fraudolenti che non solo hanno modificato, rovesciandoli, tutti i postulati, ma hanno falsificato lo sviluppo dei teoremi per dare l’illusione che le nuove deduzioni appartengano alla medesima Geometria Euclidea.
Quello che sta avvenendo all’Accademia è qualcosa che l’uomo non può aver concepito da solo.
mercoledì 27 maggio 2026
CAMPO DI GRANO
UOMO VECCHIO, DONNA VECCHIA
mercoledì 13 maggio 2026
MUSERUOLA INFINITA
sabato 9 maggio 2026
NON PREVALEBUNT
Un anno fa,
dopo circa dieci giorni dall’elezione, scrivevo questo:
https://t.me/claudiogazzoli_fragmenta/1865
Dopo un anno
TUTTO CONFERMATO ovviamente.
Non ci casco,
non mi faccio incantare dalle paroline suadenti, dai modi educati, dai
paramenti apparentemente normali, dalle omelie apparentemente in linea con la
dottrina di sempre.
Sono convinto che c’è una SOLA STRADA per la Chiesa Cattolica Romana (per quello che ne è rimasto…),
RITORNARE IN TUTTO ALLA CHIESA DI 170 ANNI FA
nella Dottrina,
nella Liturgia, nella vita degli Ordini Religiosi, nella condotta dei
sacerdoti, nella gestione delle parrocchie, nella TOTALE INDIPENDENZA DALLO
STATO (meglio una chiesa diroccata che una chiesa “ristrutturata” con i soldi
di organizzazioni laiche o dello Stato,…. vedi Santuario della Madonna dell’Ambro,
perché per avere devi poi cedere…). E tutto questo a QUALUNQUE COSTO, anche a
costo della persecuzione più feroce sia esterna che interna.
Nel 1871, a
ridosso dell’assalto e della presa di Roma da parte dei “conquistatori”
piemontesi e non solo… il governo Lanza propose a papa Pio IX la “legge delle
GUARANTIGE”, che si proponeva di “regolarizzare” i rapporti tra Stato e Chiesa.
In pratica si trattava di restituire la millesima parte di quello che era stato
barbaramente confiscato a patto che la Chiesa si sottoponesse alle regole da
loro fissate. Papa Pio IX si oppose fermamente, definendo la legge un
"mostruoso prodotto della giurisprudenza rivoluzionaria". Lo Stato
rispose sopprimendo le facoltà di Teologia di tutte le università italiane e
imponendo che i seminari fossero sottoposti a controllo statale.
Nel 1864
papa Pio IX pubblicò l’Enciclica QUANTA CURA, testo fondamentale per capire la
persecuzione che, allora come ora, veniva consumata nei confronti della Chiesa
di sempre. Riporto solo un brano, che mi sembra significativo e molto, molto
attuale:
«Pertanto
non cessano mai con modi totalmente nefandi di vessare l’uno e l’altro Clero da
cui, come viene splendidamente attestato dai certissimi monumenti della storia,
tanti grandi vantaggi derivarono alla cristiana, civile e letteraria
repubblica; e vanno dicendo che “il Clero, come nemico del vero ed utile
progresso della scienza e della civiltà, deve essere rimosso da ogni ingerenza
ed ufficio nella istruzione e nella educazione dei giovani”».
In appendice
all’enciclica Quanta Cura si trova il SILLABO, l’ELENCO DEGLI ERRORI DELL’ETA’
NOSTRA…. Al numero 80 di questo elenco:
LXXX. Il Romano Pontefice può e deve riconciliarsi e venire a composizione col progresso, col liberalismo e con la moderna civiltà.
La Chiesa non
è un’azienda, soggetta alle leggi del mercato e quindi del marketting..., non è un’associazione confacente
all’evoluzione del costume, è una Istituzione Soprannaturale, fondata da Gesù
Cristo, che è Dio. E Dio non si evolve, non muta, non si adegua; per
DEFINIZIONE, perché DIO E’, non DIVIENE.
Questo è il mio pensiero che non sono disposto a cambiare neanche di un micron.
Su questo blog avevo pubblicato questo, il giorno dopo l'elezione:
fragmenta di claudio gazzoli: PAPA LEONE XIV, le mie personalissime valutazioni
e questo:
fragmenta di claudio gazzoli: NORMALIZZAZIONE
lunedì 4 maggio 2026
HANNO CAPOVOLTO IL MONDO
domenica 5 aprile 2026
PASQUA
mercoledì 25 marzo 2026
LORO LA CHIAMANO “INTELLIGENZA ARTIFICIALE”
Riesce a fare calcoli ad una velocità miliardi di volte di quella del cervello umano. Ma non è che il cervello sia inferiore, anzi… Nessuno sa con precisione come esso lavori, sicuramente non in un sistema binario, alla base del codice chiamato impropriamente, falsamente, ma strumentalmente, Intelligenza Artificiale. La quale non è altro che un programma in grado di svolgere ricerche, calcoli ed elaborati in modo enormemente più efficiente. Anche se il “loro” scopo è quello di accreditare la favola che si tratta di una evoluzione delle capacità del cervello umano, in realtà non è affatto così. Semplicemente Dio ha creato la mente umana non per fare calcoli complessi e velocissimi, come determinare la traiettoria ottimale per intercettare un missile o guidare un satellite o consultare tutte le pubblicazioni del mondo in una frazione di secondo. No, Dio ha creato la mente umana per risolvere situazioni semplici ma essenziali, per rapportarsi con la natura circostante, valutare il momento opportuno per seminare, guidare l’aratro, fabbricare un mobile, dipingere l’annunciazione di Beato Angelico, erigere la cattedrale di Orvieto. La AI fa semplicemente niente di più di quello che è stato già fatto, scoperto, scritto, pubblicato, ma lo fa ad una velocità strabiliante.
Non bisogna poi dimenticare un fatto che ritengo fondamentale. Le enormi capacità computazionali di queste tecniche, tutta la presente tecnologia, dal high tech, all’uso ormai diventato irrinunciabile delle “app”, è possibile grazie alla enorme velocità della luce che in un secondo percorre la distanza dalla Terra alla Luna ed in una frazione di secondo arriva a tutti i server del mondo per trovare i “bit” funzionali alla ricerca.
Occorre ricordare che la LUCE è un’entità fisica unica nell’universo e la sua velocità è una “invariante”, l’unica velocità che non muta al cambiare del sistema di riferimento. Sistema Tolemaico o Copernicano non sono sistemi ASSOLUTI. La luce è una materia ASSOLUTA. È Dio che l’ha creata così. Proprio la “luce” con la quale Dio ha voluto manifestarsi: “Era la luce vera, che illumina ogni uomo che viene a questo mondo” Gv 1,9. Ora noi, dimentichi ed ingrati, non la guardiamo per questo dono, come avveniva nel Medioevo quando, nelle meravigliose cattedrali, la luce filtrava attraverso i vetri colorati delle finestre per rischiarare, mirabilmente, la casa di Dio ed illuminare l’anima dell’uomo umile, perché sottomesso, e donargli la percezione del soprannaturale. Ora invece la utilizziamo per frazionare la “creazione” e ricomporla a nostro piacimento, perché così non ci piace, non è “inclusiva”, perché Dio ha sbagliato e invece noi, figli della rivoluzione, siamo meglio di Lui; quindi ora siamo noi che meritiamo di essere “illuminati” dai potenti riflettori a led che hanno installato nelle chiese.
La frammentazione della “informazione”, qualunque essa sia, fotografie, video, testi, comporta, almeno in questa fase del processo, una completa disaggregazione dei contenuti dell’informazione stessa, che, per forza di cose, per motivi che potrebbero dirsi ontologici, sono analogici, analoghi cioè alla realtà. Intendo dire che continuano ad esserci ma in una enorme tabella matematica digitale ovviamente irriconoscibile. Se avessimo la possibilità di osservarla, vedremmo una coda quasi infinita di due diversi stati elettrici della materia, convenzionalmente indicati con 0 e 1. Vedremmo un mondo piatto, desolato, monotono, incomprensibile. La sua ricostituzione in forme a noi percepibili può avvenire in una miriade di modi diversi che non è detto siano perfettamente equivalenti agli originali. Può essere introdotta, sostituita, evitata una parte o tutta la verità, chiaramente presente nell’originale.
Si può dire che l’invenzione della tecnica digitale, che ha consentito tutto quello che stiamo vivendo dai missili teleguidati fino, appunto, alla AI, abbia avuto un percorso analogo all’evoluzione della cultura, del pensiero, cioè frammentazione, dissipazione della verità, e poi la sua successiva, arbitraria ricomposizione. Paradigmatico di tutto questo è l’evoluzione dell’arte, a partire dalla fine dell’ottocento. Se si prende uno dei meravigliosi quadri dell’arte italiana di qualche decennio prima dell’invenzione del “bit” e lo si confronta con una tela di Pollock, si ha l’evidenza del passaggio da una rappresentazione della realtà nobilitata dalla sensibilità dell’artista ad una cancellazione totale dell’oggettività, anzi alla sua completa frantumazione.
Tutto come programmato, come rivela il motto della Massoneria (il maiuscolo solo perché è un nome proprio) “Solve et Coagula”, SCIOGLI E RICOMPONI. Appunto, prima sciogliere, distruggere, sterminare, cancellare, con la rivoluzione, poi ricomporre, dando forma con l’informe, coesione con la frode, fine con l’effimero. Ma questo, se intendiamo il rinnovamento integrale della morale e quindi della società, lo hanno già ottenuto, con una campagna a tappeto di canalizzazione delle informazioni e delle idee durata almeno tre secoli. Ora però la tecnica scopre nuovi orizzonti, fino a poco tempo fa impensabili. Il "digitale" da a loro la possibilità di indirizzare i cervelli, di togliere ogni residuo di pensiero autonomo con la cessione del "pensare" alla macchina, con in più l'illusione di poter cogliere il tutto, di essere, come il serpente antico promise ad Adamo, come Dio, anzi di prenderne il posto. Fiumi di bit fluiranno sempre di più nelle nostre menti e, inconsapevolmente, lentamente, ci riformatteranno, ma questo, aimè, sta già avvenendo.
Diversi anni fa rimasi sorpreso dalla lettura di un libro di Conrad Lorentz, premio Nobel per la medicina, “Il declino dell’uomo” e nessun altro scritto mi ha poi colpito come quello. Vi si legge:
«…non possiamo prevedere fino a quando il complesso dei geni dell’uomo attuale, per quanto numerosi siano i geni, riuscirà a resistere a una PRESSIONE SELETTIVA che accorda la sua preferenza, in modo particolarmente PRESSANTE, ai caratteri della SOTTOMISSIONE ACRITICA e della ARRENDEVOLEZZA ALL’INDOTTRINAMENTO».
Ecco, ora la “pressione selettiva” ha uno strumento ultra-pressante.
Ci sono ormai situazioni, ogni giorno, in cui senza rendercene conto, ne veniamo coinvolti. Ma, quando ci viene proposto e la riconosciamo, dobbiamo eluderla, anche se questo ci costerà più fatica per ricercare, catalogare, sintetizzare.
Di una cosa possiamo essere certi, il Paradiso non è un luogo digitale; saremo, se lo avremmo meritato, in comunione analogica con Dio.
Claudio Gazzoli
Pubblicato sul blog di Marco Tosatti:
L’Intelligenza Artificiale, Figlia della Luce, Materia Assoluta dell’Universo (di Dio…). Claudio Gazzoli. - STILUM CURIAE
venerdì 20 marzo 2026
SENZA VIA D'USCITA
Le prime due foto sono state scattate, da due macchine fotografiche diverse, a distanza di qualche decina di secondi l’una dall’altra. Prevost fa le letture (non credo tratte dal Lezionario...) nella prima foto, poi si accinge a “prostrarsi” come tutti gli altri, nella seconda. La terza è una foto di gruppo che riunisce tutti i partecipanti a questa porcata di chiara ispirazione diabolica.
A me, quello che più sorprende e avvilisce non è tanto la presenza del futuro papa, uomo di cultura, con una laurea in matematica, palesemente non credente, o meglio non credente nel Dio del Credo, nell’unico Dio della nostra fede, inzuppato fino al midollo di ideologia marxista, tale e quale a B.
Quello che più mi sconcerta è la presenza di almeno sei suore, presumo dello stesso ordine religioso di Prevost. Le cose sono due, o si sono fatte qualche litro di una bevanda a base di coca, visto che da quelle parti è piuttosto comune, oppure questa è l’ennesima dimostrazione del baratro in cui sono caduti gli ordini religiosi, con un percorso formativo in cui gli aspetti dottrinali sono completamente assenti.
Avevo cinque anni quando ho dovuto imparare a memoria le risposte alle domande del Catechismo di San Pio X. Ebbene, quella roba là l’avrei considerata indubbiamente peccato mortale.
Per quanto riguarda una presunta “conversione” di Prevost, avvenuta negli ultimi trent’anni, c’è la prova fattuale della sua infondatezza, in quanto Prevost, che ha certamente conosciuto l’introduzione della pachamama in Vaticano nell’ottobre 2019, non ha fatto nulla, una volta eletto, per prendere le distanze da quella incredibile profanazione, anzi decine di volte si è richiamato al “suo amatissimo predecessore”.
venerdì 13 marzo 2026
IL FANTASMA DI SANTA MARIA MAGGIORE
martedì 3 marzo 2026
FAVOREGGIAMENTO DEL MALE ASSOLUTO (sfamare gli orchi)
Tucho expellendus est !
domenica 22 febbraio 2026
GIUDIZIO E PREGIUDIZIO
«…la Chiesa prima giudicava…. basta con i giudizi e i pregiudizi ! L’importante è fare comunità, sentirsi tutti fratelli…»
Mi sono sentito un estraneo, almeno durante quegli interminabili minuti in cui è durata questa penosa omelia; come un intruso dentro ad una specie di setta, dove un improbabile e sgraziato santone di turno rassicura, esorta sui precetti di una strana religione, che usa gli stessi simboli, ma capovolge totalmente la verità.
Ho sentito un fetore di morte, come quello che si poteva avvertire, in un caldo pomeriggio d’agosto, nei cimiteri di una volta, quando alcuni cadaveri venivano sepolti direttamente a terra.
Ho visto svolazzare le nostre anime ingiuriate, raggirate, disorientate, sfigurate, come tanti pipistrelli impauriti, punzecchiati dai corvi neri come la pece, in questa latomia spaventosa a cui hanno ridotto la nostra Chiesa.
sabato 14 febbraio 2026
CRONACHE DA UN MONDO CAPOVOLTO (anche quando sembra dritto)
Un'abbastanza nota associazione di ispirazione religiosa "non allineata", ha indetto una raccolta di firme, in rete, per "convincere" la madre badessa del monastero benedettino di Rosano (uno dei pochi monasteri non in crisi di vocazioni, con circa 35 monache) di mandare alcune monache al monastero benedettino di San Michele a Mazara Del Vallo che rischia di chiudere per l'età avanzata delle poche monache rimaste.
A me è sembrato quantomeno inopportuno e sintomatico dei tempi di totale caos che stiamo vivendo. Pertanto ho inviato un commento al blog (Stlum Curiae) nel quale era stata pubblicata questa richiesta. Il commento, sotto riportato, come mi aspettavo, non è stato pubblicato:
«Chiedere, con una raccolta di firme, che non venga chiuso il monastero di San Michele, è comprensibile, ma proporre addirittura la soluzione, a me sembra una forzatura al di là delle righe, non pertinente. Certo che il monastero di Rosano, uno dei pochi a non subire il tracollo delle vocazioni, è stato rifondato grazie a Madre Ildegarde Cabitza, che con coraggio e abnegazione lo ha letteralmente ricostruito dopo i danni dovuti ai bombardamenti del 1944-45. A premio di questa dedizione vi fu un evento miracoloso nel 1948, quando la Statua del Sacro Cuore di Gesù ebbe ripetute lacrimazioni. Se possiamo discutere sui motivi per i quali Rosano e pochi altri monasteri risultano così privilegiati, non possiamo neanche immaginarne le ragioni soprannaturali.
Dalle mie parti, nelle Marche, in un raggio di trenta chilometri diversi monasteri hanno chiuso i battenti ed i pochi rimasti stanno per chiudere a causa dell’età avanzata delle poche monache rimaste. La pratica di far arrivare monache da varie parti del mondo, soprattutto Filippine ed Africa, è molto diffusa, ma questo fa parte di scelte che non sta a noi suggerire e che, comunque, possiamo considerare tipiche di questo periodo di decadenza, opportunistiche, logistiche, non certamente orientate alla “miglior gloria di Dio”. Allora che cosa facciamo per arginare la inevitabile chiusura di tanti monasteri ? Prendiamo quei pochi che funzionano, li spopoliamo, e andiamo a fare numero su tutti gli altri ? Non è così che funziona.
Mi risulta che monasteri come quello di Rosano hanno fatto, in passato, rifondazioni di monasteri anche all’estero; sono decisioni sicuramente ispirate, non certamente motivate da ragioni populiste. Ogni monastero ancora vivo ha i suoi “carismi” che non possono essere diluiti o confusi con realtà completamente diverse, pur appartenendo allo stesso ordine religioso, come ci è capitato di constatare in questi ultimi anni. Rifondare un monastero chiuso è un conto, inviare monache a ripopolare un monastero, per mantenere il numero minimo di monache come richiesto dai nuovi regolamenti, dissimula un criterio “politico”, unicamente terreno.
Il fatto è che siamo tutti contagiati, chi più chi meno, dal virus del democratismo, della “volontà popolare”, del “furor di popolo”, della "sinodalità"… e quindi della rivoluzione.».

