Bello vero ? In questo periodo, dalle nostre parti, il giallo intenso dei girasoli si alterna alla paglia dei campi di grano appena mietuto e il verde cupo della macchia. Questo negli ultimi 30 anni (prima non li avevo mai visti…), poco dopo la fase della trasformazione dell’agricoltura dalla cura familiare del campo, con il metodo più che millenario della rotazione agraria, all’agricoltura industriale.
Una bellezza nuova, abbagliante, ma le api non ci cascano, così mi dicono due apicoltori. Negli ultimi anni è diventato problematico ottenere il miele di girasole. Non ci vanno perché non riconoscono la genuinità del fiore. Quell’odore e quel sapore non li trovano naturali, anche se non sanno che si dice OGM ne percepiscono la loro artificialità. E non è che, per caso, anche le cellule del nostro corpo, ormai molto più intelligenti della nostra mente, li respingono ? Chissà perché negli ultimi decenni sono esplose le malattie da allergia alimentare ? Ma allora perché li coltivano ? Ma è ovvio, perché l’olio che se ne ricava e la pianta usata per l’alimentazione degli animali fanno male e quindi producono ricchezza, consentono di incrementare il peso dei bidet d’oro massiccio dei mega-yochts, contribuendo a realizzare inoltre tutti i “loro” progetti. Per inciso, la coltivazione del girasole, che si alterna a quella del grano in una rotazione fasulla che non è più quella virtuosa delle leguminose come il foraggio, produce, soprattutto in zona collinare, l’erosione dei terreni che vengono tenuti incolti ed in stato di aratura fino a primavera inoltrata. Inoltre a chi venderebbero, le multinazionali, i trattori, le grandi macchine per la raccolta, i diserbanti a go go, i pesticidi a go go, i concimi derivanti dal petrolio, se si tornasse, ma è solo una fantasia, alle fattorie di una volta ?
Mi racconta Felice, l’ultimo contadino, che suo padre, come da consuetudine antica di diecimila anni, metteva da parte, per la semina, una quota del grano raccolto, dell’orzo, dei semi di foraggio, del granturco, dei semi di cipolla, di aglio e di tutti gli altri ortaggi. Ora non si può più fare, per due motivi, il primo è legato alle modalità con cui sono stati ottenuti i semi: seminando i semi del grano, dell’orzo, del girasole ed altre sementi non rinasce la pianta da cui il seme è stato raccolto. O non germina affatto oppure nasce una piantina non utilizzabile per la successiva raccolta. Il secondo è il fatto che, anche per le varietà per cui sarebbe possibile seminarli, si rischia una multa salatissima, perché sulla semente vale la non riproducibilità per brevetto. Perché il contadino non è più proprietario neanche del seme che raccoglie, anche se hanno fatto del tutto per non farglielo capire. Un po’ come noi tutti che non siamo più proprietari neanche della nostra mente.
Contro tutto questo non possiamo fare nulla, semplicemente perché, anche se ci accade attorno, ci sfugge come il gatto randagio. Le schifezze che stanno immettendo in atmosfera, le bufale colossali sul riscaldamento globale, che sarebbe dovuto agli “effluvi” della vacche (?), l’invasione programmata per l’annichilimento della civiltà, l’azzeramento della nostra cultura e di tutti i principi morali, la parità di genere, l’evoluzione “maschilista” delle donne, la delirante deriva della piovra burocratica e di controllo, il lento ma inesorabile cammino verso la religione universale, si preparano in una terra di mezzo, inaccessibile pure ai governi, tra il nostro mondo e l’Inferno; avvengono oltre la storia, una metastoria insondabile ed oscura che si sta incuneando nella nostra storia di uomini creati ad immagine e somiglianza di Dio.
Solo Nostro Signore può intervenire, ma prima deve avvenire una gigantesca purificazione. Nel sito dove si presume sorgesse Sodoma sono stati trovati pezzi di un tipo particolare di zolfo cristallino, non presente in altri luoghi della Terra. Personalmente ho un solo dubbio, se si tratterà di un grosso asteroide o dell’esplosione del nucleo terrestre.

