lunedì 2 dicembre 2019

SACRILEGIO E IDOLATRIA


preghiere all'inaugurazione del totem dedicato alla dea pagana Mater Matuta ad Albenga

festa di beneficenza pro LGBT nella cattedrale di Vienna


Santità, Eminenze, Eccellenze, Monsignori, Reverendi
di Santa Romana Chiesa
LO VOLETE SPIEGARE, UNA VOLTA PER TUTTE,
AL POPOLO DI DIO,
DOVE STATE PORTANDO LA CHIESA CATTOLICA ???

...anche a noi pochi, fortunati o sfortunati, che lo abbiamo capito da un pezzo ?






domenica 1 dicembre 2019

MANIFESTO MAGICO





repetita non iuvant
IL MANIFESTO SI COMMENTA DA SOLO
Il leviatano è vanitosamente autoreferenziale...

Santuario affidato ai frati cappuccini.
Chissà che cosa ne penseranno la PADRONA del santuario e il loro Fondatore ?













giovedì 21 novembre 2019

ABBANDONATE DAI PASTORI




Le caprette da sole riporteranno a casa le mammelle gonfie di latte - e gli armenti non temeranno i grandi leoni. - La culla stessa effonderà per te deliziosi fiori. - Morirà anche il serpente e la ingannevole erba del veleno - morirà; dovunque nascerà l’amomo assiro.
Virgilio  - Bucolica IV
Una sera di tanti anni fa, potevo avere sette anni, una di quelle sere cupe d’inverno, con il freddo vento da est a sferzare le case e a scombussolare i tetti, quando si ha voglia solo di andare a letto, per trovarlo fortunatamente riscaldato, con il braciere (per chi è di queste parti, “la monaca e lu prete”), un pastore bussò alla nostra porta per chiedere un caffè caldo perché, diceva, non poteva addormentarsi, proprio quella notte. I lupi, a causa della neve prolungata, erano scesi dalla montagna fino quasi al mare e lui doveva sorvegliare, assieme ai suoi cani, il gregge che gli era stato affidato. Non erano ancora arrivati i pastori dai paesi dell’Est, parlava un dialetto arcano ma comprensibile, perché le persone umili si fanno sempre capire. Veniva dalla zona di Campobasso, dove aveva lasciato la famiglia per accettare questo lavoro più a nord. Non avevo mai conosciuto un pastore, li avevo visti ma non “sentiti”. Capitava spesso di incontrare greggi di pecore in transumanza anche dalle nostre parti, nel sud delle Marche.
Ricordo gli ululati di quella notte quando, prima di addormentarmi, con il vento che sibilava paurosamente lungo i vicoli del paese, pensavo a quell’uomo nella bufera a custodire le sue pecore e a me, che non vi avrei resistito neanche un minuto. Ora, per una naturale trasposizione della metafora, ci ripenso sempre quando rifletto sulle nostre anime, quando vedo altri pastori, altre pecore, altri pascoli, altri lupi, altre tempeste.
Ora tutto è cambiato. Quel poco che era rimasto della pastorizia, che per millenni ha avuto un ruolo basilare  nella nostra economia, è stato sopravanzato dalla pastorizia industriale, dove primaria è diventata la produzione degli agnelli, da cucinare al forno con le patate o a scottadito, mentre la lana viene quasi sempre eliminata, dove il trasporto con autocarri ha preso il posto della transumanza. Completamente perduto, pertanto, il circolo virtuoso che legava la pastorizia all’agricoltura e alla vita dei nostri paesi.
Così come è completamente perduto il circolo virtuoso che legava l’affannosa transumanza della nostra anima verso i veri pascoli di alta quota, con la scorta premurosa dei pastori, grandi conoscitori dei sentieri sicuri.
L’unica che non ha mai dimenticato l’odore delle pecore, dopo duemila anni, è la Vergine Maria, che per i pastori ha sempre avuto una particolare predilezione.
Portano le pecore su valli paludose a cibarsi di cicuta, sambuco ed altri arbusti cattivi e le lasciano insidiare dalle sabbie mobili, seducendole con erbe che passano, unicamente, per il tubo digerente, illudendole di avere ricompense più accattivanti nelle false terre promesse di pascoli senza limiti, ma, intanto, cancellano la loro memoria con suadenti melodie per farle sentire diverse, per far dileguare il loro istinto naturale, sostituendolo con l’istinto artificiale dell’unica appartenenza.
Di notte, i pastori, le lasciano sole, mentre loro si riuniscono in sabba idolatrici ad adorare orrende statue e poi, ammucchiate degenerate, libagioni a tutti gli dei falsi della terra di sotto.
Il pastore capo, ora, familiarizza con i lupi, gli bacia i piedi e, assieme ai suoi fedelissimi pastori, li invocano, li esaltano, li blandiscono, li omaggiano , hanno occhi solo per loro, senza sapere che, quando meno se lo aspettano, li sbraneranno, perché i lupi non si lasciano ammaestrare, anzi, pensano di essere i privilegiati. Arrivano ad ululare fin sotto ai recinti, non per spaventare, per ora, ma per lodare il pastore, fargli sentire la loro vicinanza di comuni intendimenti. Fa accordi con i capibranco dei lupi, delle iene e degli sciacalli (per l’occasione affratellati) cedendo a loro il diritto di scotennare tutte le pecore che vorranno e, quelle che sopravviveranno, di allevarle per divorarsele a poco a poco. Hanno completamente ripudiato millenni di consuetudini che, perfezionate dal tempo e dalla pietà, illuminavano, anche di notte, il percorso impervio verso la salvezza, solo per assecondare gli scellerati costumi dei loro nuovi compagni. Anzi, fanno finta di non vedere, arrivando persino a giustificare le loro pratiche criminose, come quella di uccidere gli agnellini ancora nel grembo della loro madre o di far accoppiare tra di loro, per il proprio esclusivo piacere, i montoni. Sono come invasati da una frenesia ossessiva che li porta a perseguire il proposito malefico di farne scomparire persino la specie.
A volte, chi riesce a decifrare il loro belare, sente alcune pecore, quelle ancora resistenti, bisbigliare: “vogliamo i pascoli di alta quota, le erbe croccanti e dolci di Campo Imperatore, i prati remoti del monte Vettore, l’acqua fresca delle sorgenti dei monti della Laga”. Vogliamo ricominciare a cantare:

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.

Ma vale, ancora oggi più che mai, il monito del grande Sant’Agostino:
Mai dunque succeda che veniamo a dirvi: VIVETE COME VI PARE! State tranquilli! DIO NON CONDANNERA’ NESSUNO: basta che conserviate la fede cristiana. Egli vi ha redenti, ha sparso per voi il sangue: quindi non vi dannerà. Che se vi viene la voglia d’andarvi a deliziare con gli spettacoli, andateci pure! Alla fin fine CHE MALE C’È? E queste feste che si celebrano nell’intera città, con grande tripudio di gente che banchetta e, come essa crede, si esilara, mentre in realtà si rovina, alle mense pubbliche, andateci pure, celebratele tranquilli: tanto LA MISERICORDIA DI DIO E’ SENZA LIMITI E TUTTO LASCERA’ CORRERE!... Dio chiederà conto delle sue pecore ai cattivi pastori; chiederà conto della loro morte“ Sant’Agostino, Discorso 46.
Una volta, molto spesso, si ricordava un Santo della Chiesa… Oggi viene considerato, anche questo, “superato”… Ma siete voi superati, voi modernisti, superati nell’animo ancora prima di nascere, superati nello spirito in quanto pervasi completamente e irrimediabilmente dalla materia, superati nei sensi, inebriati unicamente e sopraffatti dall’effluvio della carne, perché non avete capito, o meglio, lo avete strumentalizzato, che la Parola è un regalo immenso e immutabile che Dio ha fatto all’uomo di sempre per guidarlo, come i binari di un treno, diritti e inamovibili. È l’uomo che deve camminare sui binari, non i binari che devono seguire l’uomo !!
Pochissimi sono i pastori che non ci stanno ma nessuno ha il coraggio di scovare le origini odierne del male, dalle parti del residence Santa Marta.
I loro discorsi contengono molte domande, senza risposta e sono zeppi di condizionali: ”si dovrebbe, parrebbe che, si ha l’impressione che, dovrebbe consistere in, sembra dare una lettura di, sembrano non rendersi conto di, sarebbe importante che, sentiamo necessario evitare strade che, ci sarebbero i fedeli che, l’eventuale indegnità, la possibile eresia, è quasi un’apostasia……“   non è un dire SÌ, SÌ, NO, NO.
Non è più tempo di condizionali. Al massimo, anche se raramente, si sente dire: “si può solo pregare…”. Ma Gesù, osservando lo scempio che, davanti ai suoi occhi, si compiva nella casa del Padre, quella volta non si è messo a pregare, ma ha scacciato i mercanti dal Tempio.
È giusto porre le domande, ma in questa notte senza fine, in questa solitudine dell'anima abbandonata sulla brughiera, melmosa e puzzolente, dagli aguzzini dell'ideologia planetaria dominante, in questo nuovo calvario dello Spirito, avremmo bisogno anche delle RISPOSTE.
Non abbiamo più niente da difendere, occorre contrattaccare, senza temporeggiare. Non ci servono tanti Quinto Fabio Massimo, abbiamo disperatamente bisogno di uno Scipione.





consiglio la lettura di:

https://opportuneimportune.blogspot.com/2019/10/et-procidentes-adoraverunt-eam.html






giovedì 7 novembre 2019

LA MADONNA DE LI CUPPITTI




Da queste parti, da tempo memorabile, la ricorrenza che si celebra il 10 dicembre, è la FESTA DELLA MADONNA DE LI CUPPITTI”. Anche se negli ultimi 40 anni, in controtendenza rispetto al “progresso”, ha perduto il fervore di un tempo, continua ad essere ricordata.
Nel nostro dialetto è la Madonna, seduta sui coppi di quella che era stata la sua casa, mentre quest’ultima viene traslocata in volo a Loreto dagli Angeli, quelli veri, non i componenti della famiglia con cognome omonimo che, secondo i custodi della Santa Casa di Loreto, avrebbero lì trasportato le pietre per poi ricomporle.
All’approssimarsi della festa tutti contribuivano, compresi noi bambini, alla ricerca della legna per formare la “catasta de lu focarò”. C’era quasi una competizione tra i paesi vicini a chi faceva “lu focarò più grossu”.
Poi la sera della festa si intonavano canti a Maria mentre si accendeva il grande fuoco. I falò accesi nei paesi vicini, come tante fiaccole verso il cielo, splendevano nella notte fredda di dicembre, e la illuminavano, non disturbati dalle luminarie artificiali, allora molto più sporadiche.
Quando eravamo bambini, in gita o con la famiglia, ci recavamo spesso a Loreto, che da noi dista circa cinquanta kilometri. Rimanevo ammirato dal Santuario, soprattutto per la magnificenza del transetto che abbraccia la Santa Casa. Era palpabile la devozione, mentre osservavo con stupore le donne e gli uomini che percorrevano, in ginocchio, i gradini che circondano il rivestimento marmoreo e che avevano procurato, per secoli, quei solchi sul marmo ancora visibili. Ora so che quelle impronte, che milioni di fedeli hanno solcato, stanno lì a ricordare la forza di una fede autentica, giustificata dalla venerazione incrollabile verso la potenza dello Spirito Santo.
Anche a noi mio padre diceva, quando andavamo a Loreto, con una vecchia 1100, che quei pini piegati, lungo la statale 16, nel tratto in cui, ancora oggi, alcuni vi resistono, da Porto Potenza a Porto Recanati, si erano inginocchiati al passaggio della Santa Casa.
La pietà popolare, sentimento oggi completamente svanito o ingiuriato, aveva trasformato un fenomeno naturale nel ricordo di un vero miracolo. Oggi questa masnada di non credenti sta trasformando tutti i fatti soprannaturali in fenomeni ineluttabilmente umani.
Mettere in dubbio il miracolo del trasporto angelico della Santa Casa sarebbe stato semplicemente inaudito, come mettere in dubbio la natura divina del Salvatore o la sua resurrezione in spirito e corpo. Oggi mettere in dubbio la prima è in linea con la diabolica negazione delle altre verità di fede. Oggi quelli che, come “custodi”, dovrebbero difendere il miracolo, sono invece diventati i suoi più agguerriti oppositori.
Ora il cardinale Robert Sarah, ormai pienamente arruolato, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ha firmato un decreto che sostituisce la celebrazione liturgica del miracolo riguardante la traslazione della Santa Casa con una festa mariana.
Occorre destrutturare la cultura popolare, andare all’origine dei fatti, in quello snodo dove la storia diventa culto e poi tradizione. Occorre indagare, con metodi razionalisti, le cause fisiche connesse con i fenomeni, respingendo qualunque interpretazione metafisica, semplicemente perché non prevista nella religione dell’uomo che si è fatto Dio. Occorre dare al tutto una giustificazione materialista o addirittura umanista come “solo quello che è possibile all’uomo”.  Occorre azzerare secoli di fervore religioso, incidere fino al midollo, per poi dissolverla, la vecchia pianta, per potervi innestare quella nuova.
Ma noi continueremo a festeggiare la MADONNA DE LI CUPPITTI, così come continueremo a recitare “… non ci indurre in tentazione”. Continueremo ad accendere fuochi a rischiarare il volo degli angeli, certi che non avranno la meglio perché, come già a Lepanto, Lei fermerà definitivamente gli uruk-hai devastatori, figli del 68, nipoti del marxismo, pronipoti del giacobinismo massone, che vogliono sovvertire le nostre origini e soppiantare la nostra religione.

Claudio Gazzoli - Monterubbiano (FM)




P.S.
Eminenza Cardinale Sarah, certo che la sua congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ne avrebbe di vicende di cui occuparsi, davanti alla quotidiana dissacrazione, profanazione fino ad arrivare al sacrilegio. Cardinali che autorizzano concerti rock in cattedrale, balletti omo e mostre depravate, vescovi che arrivano all'altare in bicicletta, vescovi chitarristi che celebrano il sacramento della cresima cantando canzoni di Sanremo, vescovi che concelebrano con pastori e pastore protestanti,  vescovi che autorizzano cene di fine d’anno in chiesa con tanto di “trenini” davanti al crocefisso, vescovi che chiedono scusa agli adulteri, vescovi che distribuiscono la pizza in chiesa, sacerdoti che si inventano le parole della messa, che dichiarano di eliminare il Credo perché “non ci credono", che celebrano matrimoni omo, che fanno “consacrare” ai laici, che dichiarano che nemmeno Gesù conosceva i tempi, che cantano “bella ciao” durante la messa, che fanno adorare idoli pagani, che fanno trasportare da un drone l'ostia consacrata, senza parlare poi della sistematica, arrogante profanazione verso la Santa Eucarestia........... e con tutto questo lavoro arretrato si va ad impuntare su un culto antico, puro, angelico che appartiene alla nostra cultura e conforta l’animo di migliaia di fedeli ?



link utili:
https://www.marcotosatti.com/2019/11/09/casa-di-loreto-una-lettera-aperta-al-card-robert-sarah/

https://www.marcotosatti.com/2019/11/11/loreto-un-libro-conferma-il-miracolo-della-traslazione/







lunedì 28 ottobre 2019

QUANDO LA PREGHIERA DIVENTA POLITICA




Francescani contro Salvini: «Preghiamo perché non vinca le elezioni in Umbria»

Questa notizia è apparsa qualche giorno fa' su alcuni quotidiani. Parrebbe ESILARANTE se, data la situazione, non fosse terribilmente tragica. Sarebbe interessante approfondire l’argomento “DOVE STA ANDANDO L’ORDINE FRANCESCANO ?”, tra frati maghi, frati ballerini, frati canterini, frati adoratori di divinità pagane, frati che negano i miracoli, frati che incoraggiano dicendo "... ma su, il diavolo è solo un simbolo..", facendo rigirare nella tomba il loro fondatore, frati che cacciano dal confessionale chi si azzarda a chiedere se sia peccato non sentirsi in linea con questo papa...
La Chiesa di oggi sembra sovvertire le parole del Vangelo, dandone una lettura al rovescio, seguendo alla lettera  le indicazioni del “grande suggeritore”: «date a Dio quel che è di Cesare e a Cesare quel che è di Dio».
Ora, visti i risultati delle elezioni in Umbria, di senso nettamente contrario, visto che Dio non ha ascoltato, viene da raccomandare a questi frati di rivolgere la preghiera verso altre intenzioni. Mi permetto di suggerirne qualcuna:
- la conversione di papa Francesco al cattolicesimo;
- la conversione di quasi tutti i cardinali e vescovi al cattolicesimo;
- il ritorno ad un RIGIDO MONOTEISMO da parte dei vertici della Chiesa, pervertiti dal paganesimo idolatrico;
- la eliminazione delle lordure dei peccati della carne all’interno della Chiesa;
- il ritorno del senso del Sacro nei luoghi di culto, sistematicamente profanati, “dando a Dio quel che è di Dio”;
- l'applicazione esclusiva e completa, da parte di tutti i religiosi, della Dottrina e del Catechismo della Chiesa Cattolica;
- il ritorno dei Francescani alla regola originaria;
- la ripresa delle vocazioni sacerdotali e monastiche.
Se non siamo in grado, nella nostra limitatezza, neanche di tentare di definire Dio, in ogni caso, mettetevi l'anima in pace voi tutti, che state cercando di invadere, con la materia e il materialismo, lo spazio infinito del soprannaturale, per la storia degli ultimi due secoli, per la storia recente, per gli incarichi affidati e le rivelazioni trasmesse, comprese quelle approvate dalla Chiesa, possiamo certamente affermare che
DIO NON E’ COMUNISTA.







mercoledì 23 ottobre 2019

IL SINODO VERSO HALLOWEEN



IL SINODO VERSO HALLOWEEN
Chissà se i “padri sinodali” e il loro Gran Mogol avranno pensato di spostare la data di chiusura del Sinodo dell’Amazzonia in modo da farla coincidere con la festa di Halloween ? Così potranno finalmente indossare costumi macabri, neri e rossi o viola, gli stessi della talare che, con ovazioni da stadio, hanno deciso “finalmente” di abbandonare. Potranno truccarsi da vampiri, zombie, lupi mannari, fantasmi, scheletri e sciamani, in perfetta continuità con i prodromi del sinodo, nell’inclusione blasfema di tutto il demoniaco.
Potranno recarsi in casa dei cattolici che non ci stanno, la sera di Halloween, a proporre “dolcetto o scherzetto”….. anche se molto più di uno “scherzetto” hanno già preparato. Potranno festeggiare, tutta la notte di Ognissanti, assieme al grande protettore, anche se a loro insaputa, perché non ci credono, tanto i Santi, ormai, non li ricorda quasi più nessuno.
Sarebbe la naturale conclusione dei riti idolatrici, iniziati all’interno delle mura vaticane, che nessuno aveva osato profanare dai tempi del sacco dei Lanzichenecchi. Solo che loro erano protestanti, avevano in odio la Chiesa di Roma e agivano dall’esterno di essa…
Anche se non lo faranno, è più che evidente una perfetta contiguità con il contesto, l’habitat in cui si sta svolgendo il Sinodo.
Ma non vi VERGOGNATE di aver portato in processione una canoa o la statua di un idolo profano ? chissà se qualcuno di voi ha mai portato in spalla la statua della Madonna o di un Santo….
Ma non vi VERGOGNATE di aver partecipato a riti di adorazione di idoli pagani ?
Ma non vi VERGOGNATE di consentire di profanare le chiese sotto la vostra competenza con ogni sorta di abominio ?
Ma per vergognarsi, davanti a Dio ovviamente, occorre avere il pieno dominio della propria coscienza. Voi non potete vergognarvi perché l’avete svenduta a Moloch con la mediazione di Marx e compagni. Per vergognarsi davanti a Dio, come hanno fatto Adamo e Giuda, occorre CREDERE IN DIO.
Ma viene un sospetto: che tutto questo sia stato organizzato anche con l’intento di distogliere l’attenzione su quello che realmente sta avvenendo all’interno del sinodo e sulle sue conclusioni…. che ci auspichiamo, a questo punto, non ci siano… per cause del tutto naturali…
Stanno facendo terra bruciata attorno ai cattolici normali, che non ci stanno, isolando i sacerdoti che vogliono testimoniare la Verità.
Conosco persone che cercano, disperatamente, di parlare con qualche religioso normale. Una di loro mi ha riferito che i sacerdoti, da cui si è recata per confidare le proprie dolorose perplessità, hanno avuto reazioni diverse, ma tutte sulla linea della reticenza grave e complice. Alcuni hanno replicato “schhhh……. non farti sentire da nessuno…”. Altri hanno risposto “… ma nooohh… sono tutte chiacchere dei conservatori tradizionalisti e anticonciliari… si metta l’anima in pace, non sta accadendo nulla di grave… questo papa è il nuovo Cristo inviato dallo Spirito Santo…”.
Chiedono anche a me, che sto “assillando” quei pochi  che conosco.
Eminenze ed eccellenze, avete tradito la PREGHIERA DI ORDINAZIONE:
«..Dona, Padre onnipotente, a questi tuoi figli la dignità del presbiterato. Rinnova in loro l’effusione del tuo spirito di santità; adempiano fedelmente, o Signore, il ministero del secondo grado sacerdotale da te ricevuto e con il loro esempio guidino tutti a un’integra condotta di vita. Siano degni cooperatori dell’ordine episcopale, perché la parola del Vangelo, mediante la loro predicazione, con la grazia dello Spirito Santo, fruttifichi nel cuore degli uomini, e raggiunga i confini della terra.»
«La parola del Vangelo, mediante la loro predicazione, con la grazia dello Spirito Santo, fruttifichi nel cuore degli uomini, e raggiunga i confini della terra». La “PAROLA DEL VANGELO” non gli scritti di Leonardo Boff, di Gustavo Gutierrez, le smanie lascive di J. Martin, le farneticanti ridicole dichiarazioni della bambina svedese o quelle sconnesse e stravaganti del Gran Mogol: “Dio ha voluto tante religioni perché vuole essere adorato in tanti modi…”.
Da molti anni avete preparato il terreno sul quale, ora, state raccogliendo frutti copiosi, con la manovalanza di quelli che avete ammaestrato e che ora formano l’ossatura della struttura che avete conquistato. Avete avvinto le persone inermi che non hanno potuto fare a meno di seguirvi. Potevate separarvi fondando  una setta tutta per voi (come tante altre…), ma non vi bastava una brigata sgangherata, volevate tutto l’esercito.
Liberate la Chiesa dai miasmi della putrefazione della carne, che tanto amate, perché state mettendo a rischio la salvezza di una moltitudine di anime, alcune delle quali non sanno a chi rivolgersi per la loro consolazione. Oppure ritiratevi, a vita, in un monastero, magari uno di quelli che, così, potreste preservare dall’intento di farli chiudere.
Rivogliamo la certezza austera del peccato con la speranza dolorosa del perdono.
Anche se le forze da cui traete, inconsapevolmente, ispirazione, vi fanno sentire invincibili, non ce la farete a portare a compimento il vostro proposito devastatore. Perché la Chiesa non è vostra ! Perché noi non molleremo. Non ripiegheremo di un centimetro. Come gli “angeli” che hanno liberato quella chiesa dai totem profanatori. Perché gli Angeli hanno sempre la meglio sui demoni.










mercoledì 9 ottobre 2019

LA NOTTE DELLA CHIESA: Sarah e oltre...




LA NOTTE DELLA CHIESA: Sarah e oltre
Il Corriere della Sera presenta il cardinale Sarah come “Il porporato africano, punto di riferimento dei conservatori”:

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/19_ottobre_07/sarah-chi-contro-papa-fuori-chiesa-1ca6f43e-e912-11e9-a351-0f862d63c352.shtml

Il fatto che il maggiore quotidiano nazionale usi categorie politiche di classificazione non meraviglia, ma la medesima tecnica di mistificazione viene usata nella comunicazione della Chiesa.
Sono molti gli aspetti bizzarri, alcuni anche molto scontati, di questa intervista ma vale la pena di esaminarne solo alcuni perché molto significativi della situazione drammatica della Chiesa di oggi.
Colpisce soprattutto questa frase: “… Chi è contro il Papa è ipso facto fuori dalla Chiesa. La Provvidenza ci vede benissimo, sa?..”.
… la Provvidenza ci vede benissimo, sa…”. Ma quale provvidenza, quella che si fa chiamare anche “mafia di San Gallo..” ?. Ovvio che la Provvidenza ci mette del suo, come strumento dello Spirito Santo. Ma poi gli uomini possono fare scelte diverse…. 
Personalmente non sono “contro il papa”. Non potrei esser contro un vecchio di 83 anni che non conosco neanche personalmente.
Sono contro le sue dichiarazioni, azioni, decisioni contrarie alla Dottrina e alla Tradizione della Chiesa Cattolica Romana.
Sono contro la prassi di stravolgere la Sacra Scrittura per proclamare argomenti di natura politico/ideologica.
Sono contro la diavoleria di dichiarare che “Dio è padre di tutte le confessioni”.
Sono contro la bestemmia di considerare Maria “una come tutte le altre”.
Sono contro il proposito satanico di rinunciare alla tradizione della Chiesa Cattolica.
Sono contro l’ecumenismo unilaterale e distruttivo.
Sono contro i sistematici tentativi di delegittimare la famiglia.
Sono contro la rivisitazione buonista dei Novissimi.
Sono contro la riabilitazione fanatica di Lutero e degli abortisti nostrani.
Sono contro l’empia pratica della desacralizzazione.
Sono contro la profanazione sistematica dell’Eucarestia, a cominciare dal rifiuto di inginocchiarsi.
Lei, eminenza, usa una tecnica retorica molto antica, ma noi CATTOLICI NORMALI non ci caschiamo. Quella di rivoltare la realtà accusando gli altri dei medesimi argomenti di cui è saturo il pontefice regnante, facendolo passare per pura vittima di fantomatici “borghesi occidentali”... che pure ci saranno ma ciò porta all’esterno della Chiesa o all'esterno del gruppo di comando, cause che operano, ormai da anni, al centro di essa.
Quando dice: «La verità è che coloro che mi oppongono al Santo Padre non possono presentare una sola mia parola, una sola mia frase o una sola mia attitudine a sostegno delle loro affermazioni assurde, direi diaboliche. Il Diavolo divide, oppone la gente, l’una contro le altre… » lei stesso fa una “affermazione assurda” perché tutto quello che lei espone, di cui peraltro siamo convinti tutti, quale “cancro” della Chiesa di oggi, la mette implicitamente, ma molto chiaramente, in contrapposizione con i concetti, le convinzioni più volte espresse, i provvedimenti, i messaggi, la prassi di colui che vuole, ostinatamente ed improbabilmente difendere.
Certo che il “diavolo divide…” ma questa divisione vi è già. Uno scisma non dichiarato o, per usare l’espressione di Padre Thomas Weinandy, “uno scisma papale interno”, non costituisce esso stesso divisione ?
Ora siamo arrivati ad inventare una fantomatica “congiura” esterna per giustificare le colossali magagne interne. Proprio come in tutti i regimi fallimentari della storia. Ma come potrebbe, tale complotto, avere la forza di far nominare più di 200 partecipanti al sinodo, quasi tutti di area progressista ? Come potrebbe nominare nuovi cardinali, tutti di provenienza ultra-modernista, pro “lgbt”, pro immigrazione selvaggia, pro “dialogo”, ma sarebbe meglio chiamarla sottomissione, interreligioso ? Come potrebbe convocare i massimi esponenti ad una cerimonia dal sapore evidentemente satanico ?
Spostare argomenti interni distruttivi all’esterno, in modo così evidente, è pura ipocrisia. Qualcosa di analogo e diabolico è avvenuto qualche giorno fa, all’interno dei giardini vaticani. L’uso di oggetti, convertiti in simboli, al di fuori del contesto, supera l’aspetto meramente antropologico o divinatorio per assumere quello esclusivamente esoterico e, perciò, demoniaco. Sono pratiche comuni nella massoneria. Quel rito, avvenuto nel cuore della cristianità, presenziato da Bergoglio, con tutti i successivi corollari, come la processione della canoa, assume la valenza di rito iniziatico della nuova religione.
La sera di sabato 5 ottobre, dopo aver partecipato, il pomeriggio, alla preghiera in piazza Giovanni XIII e alla conferenza sull’inginocchiatoio nelle chiese con un grande mons. Nicola Bux, ci siamo recati in piazza San Pietro, dove ho scattato la foto pubblicata sopra. Da lontano, mentre ci si avvicina, da via della Conciliazione, lo splendore delle luci offre un senso di accoglienza e di magnificenza. Poi, sul delimitare delle prime barriere, si viene accolti dallo stridio fastidioso e lugubre dei gabbiani, che non ti aspetti in quel luogo. Enormi, come tacchini ingrassati a fare la raccolta differenziata e incuranti, danno un senso di cattivo presagio in contiguità con quell’informe, oscuro, monumento esaltatorio dell’invasione programmata, messo lì a presagire ed agognare la fine della nostra civiltà, dove, per fortuna, hanno cominciato a depositare i loro omaggi ecologici. Ma questo non può distogliere dall’ammirare, attoniti, una bellezza più volte contemplata ed ogni volta nuova, sublime omaggio dell’uomo pio ed arrendevole verso il suo unico Dio. Questa volta però qualcosa di diverso turba il nostro apparente compiacimento. Il Palazzo Apostolico, quello che per secoli è stato la residenza dei papi, la sede del governo della Chiesa è, a differenza di tutti gli altri edifici, splendidamente illuminati, completamente al buio. Mentre l’umidità della sera fa sembrare la piazza come la superficie riflettente del mare, la Chiesa appare, oltre la metafora, come una grande nave senza timoniere, senza governo, nel buio della notte romana.
Al di là delle disquisizioni teologico/giuridiche, la percezione del semplice fedele “consapevole” è di un percorso lento, ma costante, fatto di processi a tendenza lentamente ma, inesorabilmente, deviante, di annunci eretici, di appuntamenti ammaestrati e fasulli,  verso il cambio di religione o apostasia.

Pertanto, eminenza, se un papa si mostra manifestamente eretico, pur con le nozioni da Catechismo di base, dove solo chi non vuol vedere non vede, anche in virtù di quanto previsto dal codice canonico, non si pone il papa stesso, IPSO FACTO, fuori dalla Chiesa ? 




P.S. 
Eminenza cardinale Sarah, ce lo vuole spiegare, una volta per tutte, in modo comprensibile a noi comuni fedeli, in che cosa consisterebbe questa "continuità ermeneutica" tra papa Francesco e i papi che lo hanno preceduto, anche alla luce delle ultime affermazioni del dottor Eugenio Scalfari?


Su questo viaggio a Roma, Aldo Maria Valli ha pubblicato un racconto di padre Gabriele Rossi che era insieme a me e a mia moglie:

https://www.aldomariavalli.it/2019/10/14/diario-romano-il-rosario-in-piazza-e-quella-finestra-buia/



vedere anche:
https://www.marcotosatti.com/2019/10/09/scalfari-il-papa-pensa-che-gesu-non-sia-dio-urge-smentita/

https://www.aldomariavalli.it/2019/10/09/strano-dunque-vero-3/






UNA VOLTA SI PORTAVA IN PROCESSIONE LA MADONNA...


Modella brasiliana in... processione a Santa Maria in Tranpontina, in via Della Conciliazione, a pochi passi da San Pietro.
Che cosa devono ancora fare  affinché TUTTI capiscano CHI SONO ???





domenica 8 settembre 2019

L'OMBRA SULLA CHIESA



«Davanti all’Eucaristia, a Gesù fattosi Pane, a questo Pane umile che racchiude il tutto della Chiesa…»  dall’omelia di papa Francesco, Parrocchia di S. Maria Consolatrice a Casalbertone (Roma), Domenica, 23 giugno 2019


Se una grande azienda, che produce pasta di grano duro, comincia a rinnovare il management con dirigenti provenienti dal settore della moda, non è difficile percepire da che parte vuole andare a parare. Quando nella Chiesa vengono nominati 10 cardinali elettori tutti di tendenza progressista, con evidenti aperture al mondo “omo”, all'islam e alla ecologia integrale, appare ancora più chiaro il compimento dello “SCISMA NON DICHIARATO”.
Un indizio non costituisce prova, ma mettendone in fila diverse centinaia... basterebbero solo gli ultimi quattro:
- la dichiarazione di Abu Dabi
- il documento preparatorio del sinodo per l'Amazzonia
- la nomina dei nuovi cardinali
- il messaggio per il lancio del "patto educativo".
Ora i religiosi, quasi tutti  “connessi” e "consapevoli" non hanno più scusanti…. IL QUADRO E' CHIARO!!
ORA NON PARLARE VUOL DIRE ESSERE CONNIVENTI DI QUESTO SCIAGURATO PROGETTO, VUOL DIRE RINUNCIARE ALLA PROPRIA ANIMA PER DISSOLVERLA NELLA CORRENTE VORTICOSA DELLA MODERNITÀ, VUOL DIRE METTERE A RISCHIO LA SORTE DELLE ANIME DI MILIONI DI FEDELI.
La Chiesa non è una società per azioni che deve attuare, in modo continuativo, interventi di adeguamento del prodotto alla evoluzione dei gusti e delle inclinazioni dell’uomo e, poi, sostenere sempre aggiornate operazioni di MARKETING per diffonderlo. Oggi un’azienda che non mette al primo posto il rinnovamento del prodotto è destinata a chiudere.
La Chiesa ha ricevuto un “prodotto” al MASSIMO GRADO di perfezione possibile, eccelso come è possibile solo a Dio. Compito della Chiesa è CONSERVARLO, possibilmente inalterato, fino alla fine dei tempi. La Chiesa non deve adeguarsi alla evoluzione del pensiero e della tecnologia (ormai solo digitale… e questo non è casuale…), perché se lo facesse annacquerebbe, inevitabilmente, il dono nella forma originaria.
La Chiesa non deve perseguire sistematicamente l’accordo con tutte le componenti del pensiero umano, tutte le religioni, tutte le culture, tutte le discipline. Non è questo il suo scopo. Suo scopo è far conoscere al mondo il messaggio Evangelico, così come le è stato assegnato.
Suo compito è convincere l’uomo che solo in Gesù c’è la soluzione a tutto: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giov 14:6).
Il DONO fatto alla Chiesa da Gesù Cristo non è materia, non è fatto di farina, acciaio, vetro, policarbonato. Se illuminato non produce ombra, anzi è esso stesso fonte di luce, non come l’ostensorio, trasformato in contenitore per il pane.
OMBRA è la decomposizione della MISSIONE nell’utopia della “fratellanza universale”, agognata dalla nuova religione che si propone di governare il mondo con gli inganni letali del “nuovo umanesimo”.
OMBRA è il la “selva oscura” dentro alla quale ci hanno voluto portare respingendo i progetti di Dio a favore di quelli dell’uomo.
OMBRA è il manifesto rifiuto della tradizione e della famiglia.
OMBRA è il progetto di distruggere la nostra cultura e la tradizione della Chiesa.
OMBRA è la complicità demoniaca con la sessualità.
OMBRA è l’abbandono delle anime per soccorrere i corpi.
OMBRA è il favoreggiamento delle altre religioni.
OMBRA è la collusione con i poteri del mondo.
OMBRA è respingere la intima relazione tra i due insegnamenti di Gesù:
    «Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione»  (Lc 12,51-53)
    «Chi non è con me, è contro di me» (Mt.12,30).
OMBRA è la sistematica profanazione dell’EUCARESTIA.

Ora, per ragioni che è inutile persino spiegare, tanto sono evidenti, la Chiesa "reale" non è più né UNA, né SANTA, né CATTOLICA, né APOSTOLICA, né ROMANA. Mentre la Vergine della Rivelazione, il 12 aprile 1947, diceva a Bruno Cornacchiola: «... la via è una, Cristo, l'Ovile cattolica, apostolica, romana... ». Vogliamo seguire Bergoglio, Soros, Greta, Der Leyen, Obama, Clinton, Conte..... oppure vogliamo affidarci totalmente alla Vergine Maria ?

UNA CHIESA IN PACE CON TUTTI I POTERI DEL MONDO, PURE CON IL DIAVOLO, NON CORRISPONDE AGLI SCOPI DEL SUO FONDATORE, QUINDI NON SAPPIAMO CHE FARCENE !!!

RIVOGLIAMO la Chiesa Una, Santa, Cattolica, Apostolica, Romana.
Rivogliamo la Chiesa che si occupi, esclusivamente, della salvezza delle anime
Rivogliamo una Chiesa che non “abdichi” davanti ai poteri del mondo ma persegua fino al martirio il mandato esclusivo di Gesù.
Rivogliamo solo santi sacerdoti, riconoscibili, con la talare, come ammonisce la Madonna alle Tre Fontane: «Molti dei miei figli Sacerdoti si spoglieranno nello spirito, internamente, e nel corpo, esternamente, cioè gettando i segni esterni sacerdotali».
Rivogliamo la Chiesa che non baratti la dottrina con le strampalate teorie della “moderna” filosofia, che parla ad un uomo così come loro lo vorrebbero e che poi, a poco a poco, grazie allo strapotere della persuasione mediatica riescono ad ottenerlo…
Rivogliamo la Chiesa che ci parli di Santi, Dottori, Miracoli rigettando teorie storicistiche e razionaliste di chiara origine demoniaca.
Rivogliamo una Chiesa che abbia il coraggio di “ridurre allo stato laicale” le religiose e i religiosi che, negli enunciati, nei comportamenti, professano un altro Vangelo.
Rivogliamo la Chiesa che parli dei Novissimi e del peccato, che non abbia preoccupazione di “suscitare paura” (io ci sono diventato grande con le “paure”, anzi, con buona pace di padre Ermes Ronchi, quelle “paure” mi hanno aiutato a vincere tutte quelle che sono venute dopo, inconsistenti perché terrene, effimere perché passeggere).
Rivogliamo una Chiesa che rispetti le Sacre Scritture così come sono state scritte, senza tentare, ossessivamente, di modificarne, in modo sistematico, la traduzione nelle lingue volgari per fini esclusivamente ideologici.
Vogliamo una Chiesa che ricominci a parlare di famiglia nell’unico modo possibile (Catechismo della Chiesa Cattolica n. 2202: Un uomo e una donna uniti in matrimonio formano insieme con i loro figli una famiglia).
Rivogliamo la Chiesa che dia un’importanza assoluta al senso e alla pratica del Sacro, così come Dio ha richiesto a Mosè davanti a Lui.
Rivogliamo la Chiesa che creda fermamente nella “PRESENZA REALE” e non nelle idiozie blasfeme, perché fini a sé stesse, della transignificazione e della transfinalizzazione, come ormai viene accreditato e ho visto scritto nella lettera autografa di un vescovo, in alternativa al termine transustanziazione.
Rivogliamo una Chiesa che non metta al primo posto l’antropologia ma la Teologia ispirata da Gesù e dai grandi padri della Chiesa.
Rivogliamo la Chiesa che rinneghi l’ECUMENISMO quale maldestro tentativo di istituire una religione universale e lo interpreti solo nel senso di esortare gli altri a ritornare, per le ragioni che, molto opportunamente, annota Sant’Agostino: “In molte cose concordano con me, in alcune poche no; ma per quelle poche cose in cui non convengono con me, a nulla giovano loro le molte in cui convengono con me”.
Rivogliamo una Chiesa ORGOGLIOSA del ruolo che Gesù le ha assegnato nell’evangelizzare tutti i popoli della Terra.
Vogliamo una Chiesa dove la promozione alle alte cariche ecclesiastiche sia motivata esclusivamente dalla virtù della Santità, la sola che può ascoltare, pienamente, i suggerimenti dello Spirito Santo e non dalla appartenenza politico/ideologica o dalla inclinazione depravata verso il “vizietto”.
Rivogliamo la Chiesa che non applichi al contrario le sanzioni canoniche e perciò punisca, senza se e senza ma, i religiosi che dissacrano il loro ruolo in tutti i modi che abbiamo visto in questi anni e che sarebbe insufficiente l’intero spazio del blog per elencare, non quelli che difendono strenuamente la dottrina.
E non perché siamo conservatori, retrogradi, oscurantisti, sedevacantisti, bacchettoni, tradizionalisti, ma SEMPLICEMENTE PERCHÉ SIAMO CATTOLICI NORMALI !!

Claudio Gazzoli - Monterubbiano


P.S.
Un appello a Mons. Vincenzo Paglia (... e ai tanti mons. Paglia...):
Non credo che possano arrivarle queste parole, ma mi sento di dirgliele ugualmente, da semplice battezzato, con la convinzione di esprimere il pensiero di molti altri:
se le è rimasto un briciolo di fede e di discernimento, se anche solo un baleno fuggente del Mistero della Rivelazione le illumina, per un’istante, la mente, se le rimane anche una parvenza di credo nella Giustizia Divina, visto che il ruolo che le è stato affidato è infinitamente più grande delle sue terrene possibilità e non le è servito per la nomina cardinalizia… SE NE VADA, rinunci a tutti gli incarichi, si goda la pensione, vada a fare un viaggio, magari nella tanto agognata Amazzonia, a prostrarsi alla madre terra, a riscaldarsi al fuoco che i poteri dominanti, nonostante l’apparente sbandierato ecologismo, hanno contribuito ad alimentare. Se lo farà, le promettiamo di dimenticare quelle mostruose macchie di colore sul soffitto della sua ex cattedrale, previa ricopertura sotto un consistente strato di calce viva.
Così, anche se l’irreparabile è già avvenuto, eviterà l’imbarazzo di dover rispondere all’Unico che potrà porvi rimedio, che scelse di trascorrere i primi trent’anni della sua vita terrena in una santa famiglia, normale… anche perché le altre le avete inventate voi…



si veda anche:







lunedì 26 agosto 2019

LA GRANDE DISSIMULAZIONE



LA GRANDE DISSIMULAZIONE
«Il protestantesimo è la somma di tutte le eresie» - Papa SAN PIO X

L’arte della dissimulazione (o mistificazione, falsificazione, imbroglio…ipocrisia..) nasce nel Rinascimento quando, nobili, condottieri, signori, papi desideravano nascondere le loro malefatte rivestendole di sacro, radioso, magnifico. Questo lo facevano affidando ad artisti straordinari la realizzazione di opere dal contenuto sacro che li citasse. Così è, ad esempio, per Benozzo Gozzoli nel suo Viaggio dei Magi, con la famiglia Medici in bella mostra nella processione che porta al presepio o Masaccio nella Cappella Brancacci dove il committente è ritratto assieme ai potentati della Firenze di allora.
Alexander Lee nel suo libro “Il Rinascimento cattivo” cita anche Piero Della Francesca, nel Tempio Malatestiano di Rimini, dove Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di quella città, viene rappresentato inginocchiato in preghiera davanti a San Sigismondo. Di lui, Papa Pio II, che lo aveva scomunicato nel 1460 diceva: “si lasciò dominare dai vizi, si abbandonò ad una così sfrenata cupidigia di denaro che fu predone, non solo, ma anche ladro. Fu dissoluto al punto di violentare figlie e generi, niente meno. Nessun rispetto ebbe per la santità del matrimonio, violò vergini consacrate a Dio, disonorò donne, uccise fanciulle e fanciulli che si ribellarono a lui…”.
Ma almeno avevano prodotto le grandi opere d’arte del Rinascimento, il Giudizio Universale di Michelangelo non quello, putrefatto, dipinto sul soffitto della cattedrale di Terni.
Alla fine del libro l’autore scrive: «… se scandali, sofferenza e corruzione devono per forza esserci, rassegnamoci alla loro esistenza, ma riempendo il mondo di monumenti all’invincibile splendore dell’umana immaginazione e trasformando la Terra in vivente, palpitante monumento al sublime, in modo che tra seicento anni gli uomini possano voltarsi indietro al nostro tempo e sospirare stupiti all’idea che simili miracoli siano stati possibili. In poche parole, torniamo a sognare. Da troppo, troppo tempo ci occorre un nuovo Rinascimento».
Il punto di vista di un laico “umanista”, che dimentica che molte di quelle opere erano state concepite e realizzate per la GLORIA DI DIO, non per la gloria dell’uomo.  Forse da troppo, troppo tempo ci occorre, almeno per la Chiesa, un nuovo Medioevo…
Ora non c’è più l’ARTE DELLA DISSIMULAZIONE, c’è DISSIMULAZIONE E BASTA.
La strategia della dissimulazione, tipica in epoca moderna dei regimi totalitari, e ora, avvalendosi di strumenti digitali infinitamente più efficaci, di quelli cosiddetti “democratici”,  è quella che la Chiesa ha adottato negli ultimi anni per nascondere ai credenti il suo vero obiettivo.
Non è mio intento trattare un argomento così complesso, che lascio a chi è molto più preparato di me, proverò solo a riferire alcuni fatti.

La dissimulazione del giudizio:
è la contraddizione tra quanto dichiarato da alcuni e il loro interessato sostegno. Uno dei modi, furbeschi, per manifestare il proprio dissenso su alcuni temi della Chiesa di oggi è quello di parlare, criticare, dissentire ma, comunque, richiamare sempre qualche pensiero del papa. Una delle tecniche è quella di “selezionare” con un filtro a maglia molto sottile tra le migliaia di omelie, documenti, interviste, battute quello che c’è di passabile e di cattolico, visto che comunque un papa qualcosa di cattolico deve pur metterci ogni tanto, anzi questo fa parte della strategia. Filtrare l’ambiguità per far uscire il succo …. ma il vino buono non si ottiene per filtrazione di quello già cattivo.

La dissimulazione della Dottrina:
Qui non basterebbe l’intero spazio del blog. Citerò solo da “Amoris Laetitia”, un passo che, per la sua ambiguità, si commenta da solo. “Un cristiano può avere la piena conoscenza di una legge divina e volontariamente può scegliere di violarla in una materia grave, ma non essere in stato di peccato mortale come risultato di quell’azione”.

La dissimulazione della Sacra Scrittura (oltre il Padre Nostro...):
La parola “GRAZIA” è quasi scomparsa dalla preghiera dei Salmi. Nei testi dei Salmi della Bibbia Cei del 1971 la parola “grazia” compare 52 volte; nei corrispondenti testi della Bibbia Cei del 2008 appare invece solo 7 volte, mentre per ben 35 volte è sostituita dalla parola “amore”.
Alle 52 occorrenze della parola “grazia” nei Salmi della versione della Bibbia Cei 1971 corrispondono le seguenti parole nei Salmi della versione Cei 2008: amore 35, grazia 7, fedeltà 3, bontà 2, misericordia 1, alleato 1, beni 1, ricompensa 1, pietà 1
«Il rapporto del fedele con Dio è posto in atto in ogni istante dalla grazia di Dio. Il semplice fedele rimane perciò disorientato se legge, ad esempio nella nota a Sal 144, 2, “... l’ebraico hesed, che la versione del 1974 rende con “grazia”. Di solito tale termine viene tradotto con “amore”, perché indica la tensione positiva e favorevole fra i due partner dell’alleanza (specialmente di Dio nei confronti dell’uomo)...”   non più PATER NOSTER ma   Partner.. »…….  (da un articolo di Lorenzo Bianchi)
Interessante questa nota ! Strano ma ultimamente le note hanno assunto un valore più rilevante del testo. Anche questo serve a dissimulare, con leggerezza, in modo velato, poco a poco. Interessante pure la definizione di Dio quale nostro PARTNER, magari possiamo invitarlo in pizzeria… ma forse lo stanno già facendo!
Ovviamente non so nulla di esegesi biblica, pertanto, da profano, è lecito nutrire dei dubbi sulle ragioni di questo cambiamento? Soprattutto dopo le estensioni che alla parola “amore” (ammore…) sono state attribuite, anche da parte di molti religiosi, negli ultimi anni sia nel significato sia nei comportamenti.

La dissimulazione dello Spirito
ha come presupposto la rivalutazione di Lutero e del protestantesimo… e qui mi vorrei soffermare, con alcune citazioni:
«… per rafforzare la nostra fede è anche necessario peccare “ esto peccator et pecca fortiter”….” sei peccatore e pecca di più…» In una lettera all’amico Melantone del 1621 Lutero affermava: «sii peccatore e pecca fortemente ma con ancora più fermezza…. credi e rallegrati in Cristo…durante la vita presente dobbiamo peccare…… scrivendo ad un seguace:   devi bere con più abbondanza, giocare, divertirti e anche fare qualche peccato. In caso il diavolo ti dica “non bere” tu devi rispondere “in nome di Gesù Cristo berrò di più”, tutto il decalogo deve svanire dagli occhi e dall’anima»
In una lettera all’amico Spalatino: «… io sono palesemente un uomo depravato, ho tanto a che fare con le donne che da un po’ di tempo sono diventato un donnaiolo…nel bere birra non c’è nessuno che si possa paragonare a me… spendo le mie giornate nell’ozio e nella ubriachezza..»
Alcune delle sue bestemmie: «certamente Dio è grande e potente, buono e misericordioso, ma è anche stupido… Cristo ha commesso adulterio una prima volta con la donna della fontana di cui ci parlava Giovanni….. poi ha avuto rapporti sessuali con Maria Maddalena quindi con la donna adultera e così Cristo, tanto pio, ha dovuto anche lui fornicare prima di morire….»…
« tutte le case chiuse, tutti gli omicidi, le morti, i furti, gli adulteri, sono meno riprovevoli della abominazione della messa papista…».
Voi invitereste a cena uno così ? Eppure non solo lo hanno invitato a cena, ma hanno ricambiato la visita, gli è talmente piaciuta, la sua cena, che l’hanno replicata nella nuova messa.
Una persona molto devota, parlando della messa, mi diceva, qualche giorno fa, che per lui vuol dire rivivere la cena di Nostro Signore. Non ha capito quando gli ho replicato che era pronto per passare al protestantesimo. Questo, molto banalmente, dimostra che il proposito implicito, perché apparentemente dissimulato nella finzione della “continuità ermeneutica”, di far assimilare la nuova messa come memoriale protestante della cena piuttosto che  la riproposizione incruenta del SACRIFICIO, ha funzionato. Con leggerezza, in modo velato, poco a poco i Cattolici si ritroveranno protestanti senza averlo minimamente percepito !!
Nella Costituzione Apostolica del 3 gennaio 1969 leggiamo: “La cena del Signore o messa, è la sacra sinassi o assemblea del popolo di Dio, presieduta dal sacerdote, per celebrare il memoriale del Signore. Vale perciò eminentemente per questa assemblea locale della santa Chiesa, la promessa del Cristo: là dove due o tre sono radunati nel mio nome, io sono in mezzo a loro (Mt. 18, 20)”.
Una tale definizione della Messa è manifestamente eretica, e chi la propone è scomunicato esplicitamente dal Concilio di Trento, nel canone terzo della Sessione ventiduesima: “Colui che avrà detto essere la Messa semplice memoria del sacrificio compiuto sulla Croce, sia anatema”. Di conseguenza il firmatario di detta eresia, Paolo VI, non sarà caduto sotto tale sanzione?
Giovanni Guitton, Amico intimo di Paolo VI: “L’intenzione di Papa Paolo VI con riguardo a ciò che è comunemente appellata la messa era quella di riformare la Liturgia Cattolica talché essa coincidesse con la liturgia Protestante. Vi era, assieme a Paolo VI, un’intenzione ecumenica di rimuovere, di correggere o di, almeno, rilassare ciò che era troppo Cattolico, nel senso tradizionale, nella Messa e, lo ripeto, di condurre la Messa Cattolica più vicina ad una messa Calvinista.”
Per cinquanta anni ci hanno fatto credere che ci fosse continuità tra la messa tridentina e la nuova messa.
Verrebbe da dire, parodiando l’Ecclesiaste: “falsità delle falsità, tutto è falsità…”. Come il delirante consiglio (so di averlo già citato, ma proprio non ci riesco a mandarlo giù… e considero un dovere svergognarlo,
http://blog.messainlatino.it/2016/01/socci-cantalamessa-esorta-diminuire-la.html), di non venerare in modo esagerato la Vergine Maria per non offendere i fratelli protestanti… della serie “EVITATE DI NON RESPIRARE TROPPO PER NON OFFENDERE LA FAMIGLIA DELLE RANE”. Pura istigazione al SUICIDIO SPIRITUALE.

C’è poi la dissimulazione del silenzio, quella più strisciante e ingannatrice. Si parla a sproposito quando non si dovrebbe (vedi molte omelie domenicali, laddove il Vangelo, soprattutto in alcuni brani, “letto in lingua volgare”, parla da solo) e si tace quando invece si dovrebbe gridare contro l’eresia. Il grande capo dei Gesuiti, lo stesso ordine a cui appartiene il papa, in uno di quei consessi che i più ancora si ostinano a considerare cattolici, recentemente ha dichiarato che il diavolo esiste solo come realtà simbolica. Pare che un tipo del genere (che poi è lo stesso che ebbe a dichiarare che “non c’erano i registratori quando Gesù parlava…”) sia stato accolto in modo entusiastico, al meeting di CL, e che la presidente del meeting abbia detto: “L’abbiamo invitata per imparare a esercitare il discernimento di cui parla papa Francesco: voi gesuiti siete maestri di discernimento”. E che discernimento…!
Sarebbe come se il capo della Protezione Civile dichiarasse che i terremoti non esistono, sono solo una realtà simbolica, che si forma nelle menti degli abitanti di certi particolari luoghi. Ovvio che non avrebbe l’ardimento di dirlo davanti ai terremotati, ma in ambiti in cui si sentirebbe molto “protetto”. E il ministro che fa? invece di chiedere, per lui,  il TSO e mandarlo in cura, sostituendolo con uno sano di mente, non solo se lo tiene ma non lo smentisce ed impone il silenzio di Stato sulla vicenda.
Una bizzarria analoga, relativa alla inesistenza dell’inferno, era stata espressa, da un gesuita molto più autorevole di lui, ad un famoso giornalista. Neanche questa affermazione, palesemente contraria alla dottrina della Chiesa, è stata smentita.
Ora la situazione è la seguente: Il gesuita a capo della Chiesa dichiara che l’Inferno non esiste; il gesuita capo del suo ordine di appartenenza dichiara che il diavolo non esiste. Ne deduciamo, se la logica non ci inganna, che il diavolo e l’Inferno NON ESISTONO. Affermazione colossale che non poteva essere detta tutta in una volta. Per questo se la sono divisa…
Ma allora siamo tutti salvi ! La funzione primaria della Chiesa, quella della salvezza delle anime, viene meno ! Ecco perché la Chiesa si può dedicare a compiti molto più profani come i migranti, le bollette della luce, l’assistenza morale e religiosa alle nuove famiglie omo, la trasformazione delle funzioni religiose in spettacoli teatrali e molto altro ancora.
Ma quando avranno la franchezza di manifestare quello che già pensano, che Dio esiste solo come realtà simbolica nella mente di ogni uomo, che l’Inferno, il Purgatorio, il Paradiso sono solo proiezioni dell’inconscio motivate da vittimismo, passività, autoesaltazione, che Gesù è stato un grande profeta, che i miracoli sono proiezioni del sogno e altre idiozie di questo tipo ?
(per inciso chi scrive è comunque del parere che bisognerebbe avviare la causa di beatificazione di papa Clemente XIV…).

La dissimulazione della preghiera:
sul “foglietto” della messa del 19 agosto, la seconda delle preghiere dei fedeli recitava:
“perché la politica sia un autentico servizio al bene comune e non sia mortificata da ristrettezze ideologiche e interessi egoistici”
E’ solo l’inizio della campagna elettorale ma anche l’ennesimo autogol della CEI che nell’arte della dissimulazione non eccelle. Siamo proprio sicuri che l’aborto rappresenti il bene comune ? che la famiglia omo non sia il frutto della liberalità ideologica ? che l’eutanasia non sia originata da un interesse egoistico ?

La dissimulazione della morale è la madre di tutte le dissimulazioni ed include tutte le altre:
la convergenza di interessi tra la metamorfosi marxista e la distruzione della famiglia tradizionale al fine di sdoganare la sodomia ha prodotto un piano esplosivo. L’apertura dell’anno della misericordia (o meglio misericordismo) ha costituito il programmato detonatore della successiva deflagrazione.
Il cartello dei sodomiti si è impadronito della Chiesa trasformandola in qualcosa d’altro per manifesta autogiustificazione. Non sono tanto sprovveduti da pensare che la prassi e il nuovo corso possano cambiare la dottrina e la morale davanti a Dio. Ma questo in fondo è ininfluente, perché molti di loro non sono credenti e invece molti altri addirittura lo pensano, perché l’uomo può tutto, può cambiare persino le regole, può cambiare persino i comandamenti. Tutto il resto, il buonismo travestito da filantropia, l’attenzione per i “poveri” fino all’oltraggio verso le leggi dello Stato, il delirio interessato verso i migranti travestito da umanitarismo che non ascolta il grido dei vescovi africani e i dei “veri poveri”, la semplificazione  e banalizzazione della liturgia camuffata da condivisione, la intromissione negli affari interni di uno stato sovrano mascherata da messaggio alle coscienze, la introduzione di elementi costantemente profani, ma gradevoli alle corde dell’uomo manipolato di oggi, la continua ricerca di analogia tra l’uomo e Dio, in stretta collaborazione con il nuovo corso mondialista. Anche se tentano di darne una spiegazione teologica, modificando addirittura la Sacra Scrittura,  sono solo strumentali a far accettare l’obiettivo primario !
La più grande mistificazione della storia !
Connubio perfetto che chiamare modernista sarebbe riduttivo ma che, nella Chiesa,  funziona solo se si verificano due condizioni vincolanti: assenza totale del sacro e diluizione dei precetti morali. Quindi la desacralizzazione e la mutazione concettuale del peccato. Ma mentre la prima era già da tempo cominciata, bastava solo accelerarla, per la seconda occorreva cambiare decisamente passo, istituendo il giubileo della Misericordia o del misericordismo.
Così chi ha interesse alla liquefazione della religione cattolica nella equivalenza delle religioni e della cultura occidentale a favore del nuovo mondialismo, di matrice marxista, instaura un sodalizio perverso con i sodomiti, anzi il sodalizio se lo trova già bell’è pronto nei piani segreti dei poteri forti che governano il mondo.  La completa equivalenza delle religioni è perfettamente consonante con la integrale equivalenza dei sessi.
Facendo passare tutto questo per applicazione dei principi evangelici al punto da far considerare il suo patrocinatore (è il parere di qualche religioso/a che ho avuto modo di ascoltare) il nuovo Gesù Cristo !!!

La penosa dissimulazione della realtà:
Coordinare le riprese televisive cambiando inquadratura nei momenti della consacrazione è un tentativo maldestro di modificare la realtà mentre si oltraggia l’informazione. Ma arriverebbero persino a truccare le immagini modificandone la realtà, almeno quella virtuale…
Qualche settimana fa, sono andato a messa in una nota chiesa delle mie parti, il Santuario di Santa Maria a Mare di Fermo, affidato ai Missionari della Consolata. Come “cattolico errante” quella domenica mi sentivo abbastanza tranquillo. Il Vangelo di Marta e Maria non lascia adito ad omelie in chiave profana, è talmente chiaro: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta» Lc 10,41. Quando il celebrante ha iniziato l’omelia con i doveri dell’accoglienza e dell’ospitalità, per evitare di uscire dalla chiesa, ho cercato di pensare ad altro, osservando i quadri e gli affreschi, anche se non ho potuto guardare quelli della volta, a causa dei riflettori che, "opportunamente", illuminano a giorno, nella maggior parte delle chiese, i “veri” protagonisti della Santa Messa… Così ho esaminato meglio l’altare o, per meglio dire, la “mensa”, di forma semicircolare, a grandi lobi di legno, come non avevo mai visto, il quale, più che una mensa, sembrava il banco di mescita dei liquori dell’angolo bar di un’abitazione di lusso. Mentre cercavo di allontanare dalla mente alcune scontate considerazioni, sono stato attirato da una bacheca con un manifesto dal titolo “ADORAZIONE EUCARISTICA”, sul quale, anche se non avevo gli occhiali da lontano, potevo riconoscere la foto del Papa in adorazione davanti al Santissimo. Dopo una prima, iniziale delusione, mi sono detto: “sono riusciti a trovare una foto che lo ritrae in adorazione”, ma allora ci dovremmo ricredere noi tradizionalisti, oscurantisti, bacchettoni, saccenti, sputasentenze ! Poi mi sono avvicinato e ho guardato meglio. Dentro di me ho esclamato “aahhaaaa!!…” e confesso che mi sono tranquillizzato….