mercoledì 28 gennaio 2026

CHI COMANDA DAVVERO NELLA CHIESA ? Visibile, ovviamente.

 

Per deformazione professionale sono abituato a giudicare gli eventi e le circostanze in base ai modelli che abitualmente applico nel mio lavoro. In base ad essi cercherò di dare una valutazione di quello che sta avvenendo, ahimé, nella Chiesa, nella sua forma visibile.

PROGETTAZIONE e SVILUPPO sono due termini fondamentali per descrivere qualunque attività umana che abbia finalità di concretizzazione di un’idea e della sua successiva diffusione, non necessariamente di tipo economico o commerciale. Questa espressione, composta da due termini, è utilizzata, tanto per fare un esempio autorevole,  trentacinque volte dalla più importante norma tecnica internazionale nel campo delle forniture aereospaziali e militari (ISO 9100). Mentre i due termini che la compongono non sono mai utilizzati da soli.

Il legame inoltre è temporale, quasi di causa-effetto: lo sviluppo è successivo alla progettazione, ne costituisce l'effetto.

Può esistere lo SVILUPPO senza la PROGETTAZIONE ? direi di NO, proprio perché non può esserci un effetto senza una causa.

Esempio: "germinazione e crescita" (riferito ad un albero): mentre può esserci la germinazione senza la crescita, non può esserci la crescita senza germinazione.

Per farla breve, per PROGETTAZIONE si intende il processo creativo di ideazione del proposito che poi deve essere concretizzato. Tale attività è fortemente condizionata dalle finalità che si propone l’organizzazione, dalla sua strategia, da quello che si chiama core business. Per questo motivo la progettazione viene indirizzata dall’Alta Direzione.

Per SVILUPPO si intendono tutte quelle modalità che occorre mettere in atto per raggiungere il risultato finale, in termini di prodotto o, più in generale, di mutamenti che si intendono apportare ad un sistema complesso. Nel campo industriale lo sviluppo di un prodotto consiste nella realizzazione del prototipo, nella sua ingegnerizzazione e successiva, fino ad arrivare al mercato finale. Tale attività è pertanto CONSEGUENTE alla progettazione, si pone ad un LIVELLO INFERIORE, più pratico e meno creativo.

Ora veniamo a noi. Ci sono due eventi che mi hanno particolarmente colpito negli ultimi giorni. Il primo riguarda l’omelia del Papa del 25 gennaio per la solennità della conversione di san Paolo Apostolo, di cui riporto uno stralcio, evidenziando alcune particolarità, come peraltro hanno già fatto altri commentatori:

«Il mio amato predecessore, Papa Francesco, ha osservato che il cammino sinodale della Chiesa cattolica «è e deve essere ecumenico, così come il cammino ecumenico è sinodale» (Discorso a S.S. Mar Awa III, 19 novembre 2022). Ciò si è riflesso nelle due Assemblee del Sinodo dei Vescovi del 2023 e del 2024, caratterizzate da un profondo zelo ecumenico e arricchite dalla partecipazione di numerosi delegati fraterni. Credo che questa sia una strada per crescere insieme nella reciproca conoscenza delle rispettive strutture e tradizioni sinodali. Mentre guardiamo al 2000° anniversario della Passione, Morte e Risurrezione del Signore Gesù nel 2033, impegniamoci a sviluppare ulteriormente le pratiche sinodali ecumeniche e a comunicare reciprocamente ciò che siamo, ciò che facciamo e ciò che insegniamo (cfr Per una Chiesa sinodale, 137-138)».

Sorvolando sul "mio amato predecessore", su otto righe, i termini “ecumenico” e “sinodo” compaiono dieci volte. La tecnica della ripetizione, che funziona molto bene con i bambini, per far memorizzare le parole ma, soprattutto, far assimilare il loro contenuto. Un circolo vizioso senza sbocco, un turbine autoreferenziale, quasi autistico.

Il secondo evento riguarda l’omelia (?) che il cardinale Parolin, segretario di stato, ha tenuto a Copenaghen nella cattedrale luterana (sich!) lo stesso giorno dell’omelia del Papa sopra riportata. Cito alcuni brani dal sito Vatican News:

Riferendosi alla Lettera di San Paolo agli Efesini, da cui è tratto il tema della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, il segretario di Stato ricorda che l'unità nella Chiesa non è uniformità, ma va considerata "comunione viva nella diversità". E osserva che "l'unità non nasce da ciò che produciamo; è un dono dello Spirito", per cui "cattolici e luterani - spiega - possono già riconoscersi come membri dello stesso Corpo di Cristo, nonostante le differenze storiche e liturgiche".

«La Chiesa resta credibile non grazie al potere, ai numeri o alle strategie, ma quando la fede diventa testimonianza vissuta, espressa e tradotta in atti concreti di liberazione, giustizia e misericordia che restituiscono dignità e aprono cammini di vera libertà».

la salute della Chiesa si misura non da numeri o successi ma dalla capacità di «camminare con Cristo e di restargli vicini».

lo Spirito Santo non elimina le differenze, ma le armonizza.

Il cardinale, richiamandosi alla Lettera agli Efesini, ha offerto una riflessione raffinata sull’essenza dell’unità. Questa, ha chiarito, non è la grigia uniformità di un pensiero unico, ma una comunione viva e pulsante che proprio nella diversità trova la sua ricchezza. Un dono gratuito dello Spirito, non un prodotto delle nostre fatiche.


Anche qui non intendo entrare nel merito delle singole affermazioni, commentatori molto più preparati di me lo hanno già fatto.

Un solo appunto tra i tanti che mi passano per la mente, dopo i fatti scandalosi dei giorni scorsi avvenuti in una delle chiese più prestigiose della cristianità, pure i soldatacci e i farisei camminavano vicino a Cristo sul percorso impervio per il Calvario. Annoto soltanto, in particolare, “la fede diventa testimonianza vissuta, espressa e tradotta in atti concreti di liberazione, giustizia e misericordia che restituiscono dignità e aprono cammini di vera libertà”, affermazione che  costituisce la sintesi, pur debolmente dissimulata, del PROGETTO di RELIGIONE UNICA, la prima fase ovviamente verso la religione unica mondiale.

Il cardinale parla di CATEGORIE, il papa parla di METODI.

Questo PROGETTO prevede, come sopra evidenziato, lo SVILUPPO, ai fini della definitiva attuazione. L’omelia del Papa, pronunciata nello stesso giorno, presenta proprio lo SVILUPPO del PROGETTO illustrato dal cardinale Parolin. In queste otto righe sono presentati gli STRUMENTI per realizzare il PROGETTO, esplicitando le modalità: il cammino sinodale deve essere ecumenico, il cammino ecumenico deve essere sinodale, la necessità della comunicazione reciproca, la reciproca conoscenza.

Se devo realizzare il progetto di un campo da calcio, prevederò a “spianare” il terreno, conoscerne la composizione, eliminare tutte le sporgenze, colmare le lacune, livellare le pendenze, togliere le pietre d’inciampo, rullare le ultime asperità.

Allora mi sorge spontanea una domanda: chi comanda davvero nella Chiesa ?

Per noi il PROGETTO, quello della SALVEZZA ETERNA, non delle pace, dei “boveri”, della “giustizia sociale”, della parità dei  diritti, della Religione Unica Mondiale, appartiene esclusivamente a Nostro Signore Gesù Cristo; lo SVILUPPO è compito della Chiesa Cattolica Romana nella sua veste pre-rivoluzionaria.








lunedì 26 gennaio 2026

UNA SCONCERTANTE CONTRADDIZIONE

 «Egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele, come segno di contraddizione ! Anche a te una spada trapasserà l’anima» (Luca 2,34-35)

Ora la “chiesa militante”, attua una “contraddizione” di segno opposto a quella di Gesù; e si sa che la negazione di una negazione riporta tutto allo stato originario. Credo che un unico coraggioso sacerdote (che non è il caso di nominare...) abbia letto il canone 1184 del Codice di Diritto Canonico per indicare la evidente contraddizione di una “chiesa” che contraddice sé stessa, la sua stessa legge.

Lo SCANDALO dato a Roma addirittura nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, una delle chiese più prestigiose al mondo, la chiesa costruita sulle rovine delle grandiose terme di Diocleziano su disegno di Michelangelo (mi immagino Maria e gli angeli come avranno accolto...) per la sua rilevanza mediatica mondiale, costituisce la certificazione dell’avvenuta consegna a Lucifero delle chiavi strappate a Pietro. E, ovviamente, nessuno farà nulla perché è questo che vogliono, dal papero in giù. Sarebbe interessante sapere quanto hanno pagato per avere quella chiesa, visto che lo sterco si paga con lo sterco.

Proprio durante la messa di ieri mattina, terza domenica post-epifania, ho dovuto ascoltare (questa volta mi ha preso di sorpresa, di solito mi turo bene le orecchie cercando di fare rumore per non ascoltare le “preghiere dei fedeli”) la prima preghiera:

«Per le Chiese, perché attuando il Vangelo di Cristo cerchino di superare le divergenze ancora esistenti e procedano verso la piena concordia, cosi che il mondo creda».

Qualche istante prima si recita, nel Credo: «Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica». Appunto, quale gigantesca contraddizione tra la preghiera del Credo, che costituisce una forma di giuramento e poi, subito dopo, in cui si prega per “le chiese”, perché ormai la Chiesa di Roma, voluta da Nostro Signore che vi ha inviato Pietro, non è altro che una tra le tante scimmie eretiche e blasfeme sparse per il mondo, che veste i panni sfarzosi della sua prodigiosa storia, per imbrattarsi “qual porco rotolante in nigro limo” !


p.s.
Questa è la preghiera che ho recitato in silenzio:
per tutti i cristiani separati, perché abbandonino le eresie e le false pratiche e interpretazioni, per ricongiungersi all’unica Vera Chiesa di Roma, Una, Santa, Cattolica, Apostolica”.

Ovviamente quando penso a "unica Chiesa di Roma" penso a quella VERA !