lunedì 2 novembre 2020

IL BENE DELLA CHIESA

 


«Va' dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini» Mt 8,33

Scorrendo le “res gestae” pubblicate dal vescovo di Ascoli Piceno, mons. Giovanni D’Ercole, si osserva che sono  circa trenta le chiese riaperte al culto dopo il terremoto del 2016 e, pertanto, si capiscono meglio alcune cause della “richiesta di dimissioni” pervenuta dal sultano di Santa Marta, prontamente accolta, sottoscritta, inoltrata e, poi ovviamente, accettata il 29 ottobre scorso.

Eppure non si può dire che mons. D’Ercole non fosse della linea di Bergoglio, con l’accoglienza interessata dei pagani, l'inclusione dei depravati e i cenoni di fine anno nelle chiese.  Ma non lo è stato fino in fondo. Durante il primo lockdown aveva dichiarato:

«… bisogna dire che il diritto al Culto ce lo diate, se non ce lo date ce lo prendiamo, e se ce lo prendiamo è solo un nostro diritto…È una dittatura quella che impedisce il culto…abbiamo bisogno tutti di spazi di libertà..».

Parole forti, le parole che i fedeli dovrebbero aspettarsi da tutti i vescovi, non solo da uno su 200, che devono essere andate di traverso al sultano, anche per i rapporti di buon vicinato e di pacata, codarda sottomissione con il sultanato confinante. Ma poi ai buoni propositi non ha fatto seguito l’azione. Così il pastore, ancora una volta, ha abbandonato le sue pecore, per arrendevolezza e imbarazzante senso del dovere. Non come vuole l’apostolo Giacomo: “Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere?”.

Nella lettera che spiega le proprie dimissioni il vescovo richiama le parole che Benedetto XVI pronunciò il giorno prima di abbandonare il proprio pontificato: «Amare la Chiesa significa anche avere il coraggio di fare scelte difficili, sofferte, avendo sempre davanti il bene della Chiesa e non se stessi». Ma, anche alla luce dello sfacelo avvenuto in questi sette anni, ultimo atto di una demolizione preparata da molto tempo, è lecito chiedersi che cosa vuol dire BENE DELLA CHIESA.

Il bene della Chiesa è la totale rinuncia alla missione che Gesù le ha affidato ?: «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» Mt 28:19-20.

Il bene della Chiesa è il dissolvimento del proprio unico Mandato nella palude menzognera delle altre religioni ?

Il bene della Chiesa è il totale asservimento della propria Santa Dottrina alle imposizioni dell’ideologia dominante ?

Il bene della Chiesa è la totale rinuncia alla propria tradizione, agli scritti dei Dottori, agli esempi dei Santi per adottare i metodi, le concezioni, le utopie della politica ?

Il bene della Chiesa è lo sciagurato oltraggio al primo comandamento, che tanti guai provocherà al popolo di Dio, consumato turpemente nella idolatria più triviale, dentro alle mura Vaticane e persino sulla tomba dell’apostolo fondatore ?

Il bene della Chiesa è la sistematica alterazione della Parola di Dio, tramandata da secoli di vigilanza dello Spirito Santo, per farne manifesti rivoluzionari gridati impunemente dai pulpiti ?

Il bene della Chiesa è l’accettazione, strumentale e blasfema, del peccato impuro contro natura ?

Il bene della Chiesa è spalleggiare movimenti rivoluzionari armati ?

Il bene della Chiesa è delegittimare la famiglia naturale a favore di sodalizi che scandalizzano persino il diavolo ?

Il bene della Chiesa è la sistematica profanazione, ora anche igienista e cautelativa, del dono più prezioso, la Santa Eucarestia ?

Il bene della Chiesa è la progressiva, persistente deriva verso il protestantesimo o una qualche sua riproposizione massonico-mondialista ?

Il BENE DELLA CHIESA è la totale, suprema adesione al progetto di Gesù Cristo.

Chi ha veramente a cuore il BENE DELLA CHIESA combatte fino al martirio come Sant’Emidio, patrono della città, il primo vescovo su quella stessa cattedra di Ascoli Piceno, che, sotto Diocleziano, ignorò completamente l’ordine del prefetto di non predicare la buona novella, prodigandosi nella conversione di un gran numero di pagani e, per questo, subendo il martirio per decapitazione.


Claudio Gazzoli - Monterubbiano - diocesi di Fermo, contigua alla diocesi di Ascoli Piceno.



P.S.
gli avevo già dedicato un commento:
https://blogclaudiogazzoli.blogspot.com/2019/01/sacro-e-profano-2-cenone-in-chiesa.html




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