Si leggono sempre più spesso articoli sulla cosiddetta "intelligenza artificiale", magari scritti utilizzando la stessa "AI". Ho già espresso il mio pensiero in merito ma ora vorrei rimarcare la mia definitiva convinzione pubblicando un commento ad un articolo apparso su uno dei blog più seguiti nel mondo dei "non allineati". Ho la sensazione che il semplice "diniego" verso l'interesse a questa roba diabolica dia fastidio, quasi un'offesa all'uomo che progredisce, che oltrepassa le frontiere. Ma per andare dove ?
Occorre prendere atto che la Chiesa, piallata sulla dimensione del mondo, non vuole cogliere l'aspetto metastorico di un fenomeno purtroppo epocale.
Certo che ormai è pervadente, anzi invadente. Ma non bisogna dargli troppa importanza usando argomentazioni elevate, provenienti da quella parte della nostra mente che, con la sua diffusione, vorrebbero sopprimere. Perché così si fa il gioco del nemico, che è super agguerrito, soprattutto sul piano intellettuale.
La AI non è altro che l’ultima, probabilmente definitiva, rivoluzione suggerita dal serpente antico, dopo il suo cambio di strategia, avvenuto almeno tre secoli fa. La prima rivoluzione industriale originata dall’invenzione delle macchine termiche, che hanno moltiplicato per mille e più la capacità di lavoro dell’uomo, è nata da una sospensione locale del secondo principio, la incombente, ineluttabile legge del disordine nell’universo. Ha contraddetto il monito di Dio: “mangerai il pane con il sudore del tuo volto”, con lo scopo, invisibile, data la impressionante moltiplicazione dei beni materiali, di liberare risorse per rivolgerle al male: “L’uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono”.
La “rivoluzione digitale”, quasi un corollario della prima, ha reso possibile la realizzazione della cosiddetta AI, mediante la tecnica della frammentazione della realtà e della sua successiva ricomposizione. La riduzione del mondo sensibile ad una sterminata sequenza di due soli stati della materia e la sua successiva riorganizzazione in forme che, solo apparentemente, risultano simili all’originale. L’originale perduto a favore di una illusoria riproposizione della realtà, proprio come le ombre dei simulacri proiettate sul fondo della grotta di Platone, senza alcuna possibilità di voltarsi e non riuscire più a guardare neanche i simulacri. “Solve et Coagula”, proprio come vogliono gli incappucciati con il grembiulino, con lo scopo, stavolta, di devastare irreversibilmente la mente individuale e l'umanità intera.